Quando le tasse fanno… male: ansia e malesseri tra i contribuenti a ridosso della scadenza
TORONTO – 30 Aprile: una data “scolpita” nel calendario dei canadesi, ma non perché sia un giorno festivo, né una particolare ricorrenza. Si tratta del famigerato giorno di scadenza per il pagamento delle tasse. Una data che mette ansia, in alcuni casi a tal punto da provocare veri e propri malesseri fisici, secondo quanto emerge da uno studio condotto da Citizen Relations Intelligence tra l’11 e il 17 marzo 2026, su un campione di 1.504 adulti canadesi.
Stando alla ricerca, con l’avvicinarsi della fatidica scadenza fiscale la stagione delle tasse si conferma dunque sempre più come una fonte significativa di stress per i canadesi, al punto da incidere non solo sulla salute mentale (il 55% degli intervistati vive momenti di stress prima di mettersi a riempire i moduli per le tasse), ma anche su quella fisica: una persona su cinque, cioè il 20% della popolazione, ha dichiarato di avere mal di testa, nausea o battito cardiaco accelerato legati all’ansia da dichiarazione dei redditi.
Il fenomeno, definito “Tax Season Scaries”, colpisce in modo particolare le generazioni più giovani. Se nel complesso il 38% dei canadesi afferma di vivere questo periodo con un senso di timore, la percentuale sale al 54% tra i membri della Generazione Z (sotto i 30 anni). L’ansia si traduce spesso in procrastinazione: quasi tre persone su dieci (il 29%) ammettono di aver rimandato la dichiarazione perché “sopraffatte dalla situazione”: e la percentuale sale al 48% nella Generazione Z. A riprova, una volta completato il processo la maggioranza dei contribuenti sperimenta un netto miglioramento del proprio benessere. Il 73% dichiara infatti di sentirsi meglio subito dopo aver inviato la dichiarazione, segno che il momento del “submit” rappresenta una vera e propria liberazione psicologica.
Lo studio evidenzia anche un cambiamento nelle aspettative dei lavoratori nei confronti dei datori di lavoro. Se molti programmi aziendali di benessere includono già benefit come abbonamenti in palestra o app per la salute mentale, oltre la metà dei canadesi (il 52%) ritiene che anche i software per la dichiarazione dei redditi dovrebbero rientrare tra le spese rimborsabili. Un’opinione, quest’ultima, ancora più diffusa tra Millennials (30-45 anni) e Generazione Z: oltre il 65%.
Alla luce di questi dati, Intuit Canada – la compagnia che realizza il tax software “Turbo Tax” che aiuta a compilare la dichiarazione dei redditi – invita a “ripensare il modo in cui si affronta la stagione fiscale, proponendo di considerarla anche come una forma di cura di sé. In un contesto segnato dall’aumento del costo della vita – afferma Gah-Yee Won, Interim Country Lead, Consumer Group, Intuit Canada – il peso burocratico delle tasse viene sempre più associato a fenomeni di burnout e calo della produttività e per questo motivo esortiamo le aziende ad ampliare la propria definizione di benessere includendo anche la salute finanziaria. Offrire strumenti adeguati per affrontare la stagione fiscale potrebbe contribuire ad alleviare uno stress che oggi coinvolge quasi metà della forza-lavoro canadese”.
Foto in alto di Dimitri Karastelev da Unsplash; nella foto qui sotto, il truck di “TurboTax” a Toronto (foto: Josh Zuckerman)
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