Il Commento

Miliardi ai media mainstream, bricioline per la stampa etnica

TORONTO – L’incontro aveva tutte le caratteristiche di un’operazione di pubbliche relazioni riuscita per il governo provinciale. I membri del National Ethnic Press and Media Council (NEPMCC) erano stati invitati ad una tavola rotonda con il Ministro dell’Energia, Steven Lecce, e Aris Babikian, assistente parlamentare del Ministro per il Multiculturalismo. Il tema: un resoconto del Ministro Lecce sui risultati della sua recente missione, svolta per conto dell’Ontario, nel contesto politico ed economico degli Stati Uniti.

In breve, l’Ontario voleva far sapere agli USA che “contiamo” e che “la nostra pazienza con gli Stati Uniti” si sta esaurendo. L’Ontario potrebbe iniziare a cercare altrove partnership economiche. Merito al Ministro Lecce per averci provato. Io e i miei colleghi del NEPMCC abbiamo registrato o preso appunti dettagliati. Il resoconto completo dovrà forse attendere.

Il tema si è rapidamente spostato sulla credibilità del governo riguardo al sostegno alle piccole e medie imprese che operano nella stampa, sulle piattaforme digitali o nei media tradizionali. Sono convinto che nessuno abbia orchestrato la discussione, ma è sembrato del tutto legittimo che i partecipanti sollevassero la questione del perché nessuna parte dei 112 milioni di dollari destinati alla pubblicità sui media e sulla stampa riesca a raggiungere i mezzi di comunicazione etnolinguistici.

Da quel momento in poi, i membri del NEPMCC, a partire dal presidente Thomas Saras in giù, sono sembrati determinati a ottenere spiegazioni per quello che appariva a tutti come un evidente esempio di disuguaglianza (o, dal punto di vista del Corriere, una discriminazione ingiustificabile nei confronti della stampa etnica). Il Chairman del NEPMCC, il dottor Tajdolati — giornalista in Iran prima di emigrare in Canada nel 1994 e membro del NEPMCC dal 1995 — lo ha espresso così: abbiamo invitato membri del governo ai nostri incontri mensili per parlare con noi e ascoltare le nostre richieste di sostegno finanziario agli sforzi dei nostri media nel diffondere i messaggi governativi, e ogni volta ci ritroviamo a chiederci se sarà quella la volta in cui manterranno le promesse.

Si tenga presente che i 112 milioni di dollari annui provengono dalla base fiscale di contribuenti come quelli presenti nella sala. Secondo il censimento canadese del 2021, questi contribuenti rappresentano, dal punto di vista linguistico, 11 milioni dei 42 milioni di abitanti del Canada, ha affermato il presidente Thomas Saras; la domanda quindi diventa: perché stiamo pagando per mantenere a galla i media tradizionali mentre noi affondiamo?

Un quotidiano di Toronto — non il Corriere Canadese — due sabati fa ha apparentemente ricevuto cinque pagine intere di pubblicità dal governo provinciale. La stampa etnolinguistica… nulla. È questa la situazione di squilibrio che i signori Lecce e Babikian hanno trovato difficile affrontare.

Per precisione e correttezza, si ammette che Lecce e Babikian erano presenti per un altro motivo.

Traduzione in Italiano – dall’originale in Inglese – a cura di Marzio Pelù

In alto, i partecipanti all’incontro; qui sotto, una fotogallery della tavola rotonda (foto: Corriere Canadese)

More Articles by the Same Author: