Il Commento

L’Effetto Farfalla: donatori di organi che salvano vite

TORONTO – Martedì 14 aprile, accompagnato da persone legate alla nostra pubblicazione quotidiana, ho partecipato – sia a livello personale che come editore – ad un impressionante banchetto/gala inaugurale – “The Butterfly Effect“. L’evento è stato reso possibile, in parte, da Dan Montesano di Lido Construction e da molti altri come lui, che provano un affetto particolare per coloro il cui sacrificio personale va a beneficio degli altri. “The Butterfly Effect” deve la sua nascita ad una giovane donna dal fascino disarmante, Emily Fusco, che non conoscevo fino a ieri sera.

Grazie alla sua esperienza, potrebbe diventare il volto delle campagne per la donazione di organi a livello nazionale. Emily oggi è viva perché è stata una fortunata beneficiaria di una “compatibilità” con una donatrice vivente: sua madre, Lorraine. Senza di lei, anche nelle migliori circostanze, Emily – secondo le più recenti statistiche del Canadian Institute for Health Information (CIHI) – sarebbe ancora tra le oltre 4.000 persone che si aggrappano alla speranza che appaia un donatore compatibile e che un intervento chirurgico porti al successo che tutti auspichiamo per loro.

Né l’una né l’altra cosa può iniziare senza un bacino di potenziali donatori. Non è mai stata un’impresa facile né particolarmente allettante. Tra la metà e la fine degli anni Novanta, ho avuto l’occasione di servire come segretario parlamentare del Ministro della Salute e come Presidente del Comitato per la Salute della Camera dei Comuni. Basti dire che la miriade di ostacoli – emotivi, familiari e giurisdizionali – non favorisce decisioni che, col senno di poi, appaiono naturali e auspicabili. Eppure, più spesso di quanto si pensi, il bisogno e la soluzione si trovano proprio nel nostro “cortile di casa”.

È incoraggiante che la situazione stia “migliorando”. Il numero dei riceventi è in aumento. Tra il 71% e il 77% delle persone in attesa necessita di un donatore di rene. Diverse figure politiche, governative e religiose erano presenti per offrire il loro sostegno: il sindaco Steven Del Duca, la deputata Anna Roberts, padre Eugenio. I consiglieri Gino Rosati, Linda Jackson, Mario Racco, Gila Marlow, Adriano Volpentesta, Chris Ainsworth e Rosanna DeFrancesca sono intervenuti con i loro sostenitori per la causa. Non ci sono stati discorsi politici.

L’allestimento dell’evento era caratterizzato da un’atmosfera soffusa, quasi buia, con momenti musicali luminosi e contrastanti, evocativi del tema “The Butterfly Effect“. Tre donne hanno dominato la scena: la presentatrice Elvira Caria, la relatrice Meg Shillingford (sull’esperienza della donazione di organi) e, naturalmente, Emily Fusco. Il racconto della sua esperienza ha commosso quasi tutti i presenti, incluse Priscilla Pajdo del Corriere Canadese e sua madre Teresa. La loro esperienza rispecchia quella di Emily e Lorraine.

Un plauso al sindaco Del Duca, che ha utilizzato il suo breve intervento per parlare come zio alla nipote Emily. Che coloro che sono nella proverbiale lista d’attesa possano trovare un benefattore, e che chi riceve un organo possa incoraggiare altri a donare, generando ancora più speranza per tutti.

Traduzione in Italiano – dall’originale in Inglese – a cura di Marzio Pelù

Qui sotto, una foto-videogallery dell’evento (foto e video: Corriere Canadese – Priscilla Pajdo e Raquel Martins)

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