Canada-Ue, arriva il via libera a una maggiore integrazione
TORONTO – Una partnership che porti con sé una maggiore integrazione nel commercio, negli investimenti, nella sicurezza, nel clima e nell’intelligenza artificiale. È quanto deciso dal Canada e dall’Unione europea nel summit di Montreal iniziato ieri e che oggi vivrà la sua giornata conclusiva, con tanto di firma in calce del primo ministro Mark Carney e della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Un summit, quello organizzato in Quebec, che sancisce il progressivo avvicinamento del nostro Paese al Vecchio Continente, una mossa che bilancia lo strappo con gli Stati Uniti provocato dalle politiche commerciali di Donald Trump. E poco importa se anche ieri, come peraltro nelle ultime settimane, il gioco politico è ruotato tutto attorno ai termini, con la von der Leyen che ha ribadito ancora una volta la volontà di garantire al Canada lo status di “membro associato” – status che non esiste nell’attuale legislazione Ue – mentre Carney ha posto l’accento sul valore della “nuova alleanza” caratterizzata da una costante e progressiva integrazione economica, militare e commerciale.
Lo stesso primo ministro, a precisa domanda, ha ribadito che è del tutto inutile soffermarsi sulla questione semantica della definizione: “Ciò che conta – ha sottolineato – sono i contenuti”, che scavalcano la querelle sullo status che sarebbe stato in qualche modo frenato dal niet di Germania, Francia e Italia, almeno stando alle rivelazioni di Politico. Quello che resta, semmai, è la direzione ben precisa che Ottawa e Bruxelles – con l’avvallo dei 27 – hanno deciso di intraprendere: rafforzare i legami, implementare le relazioni commerciali, culturali, sulla mobilità, sulla ricerca, sullo sviluppo e controllo dell’Intelligenza Artificiale. Un esempio, come ribadito ieri, è rappresentato dalle risorse e in particolare dai minerali critici. “Il Canada – ha dichiarato la von der Leyen durante il suo intervento – è ricco di risorse, l’Unione europea è pronta a sviluppare con investimenti e ricerca, con benefici reciproci concreti”.
Per von der Leyen uno degli obiettivi è “approfondire l’impegno del Canada in Erasmus+, il programma di scambio studentesco dell’Ue e in Horizon Europe, che coordina i finanziamenti per la ricerca e l’innovazione. Stiamo lavorando insieme su competenze e qualifiche affinché i professionisti possano lavorare più facilmente su entrambi i lati dell’Atlantico.”
“Stiamo assistendo a un decadimento più profondo dell’ordine internazionale – ha continuato la presidente della Commissione europea – non possiamo più lasciarci incatenare dai limiti del vecchio ordine mondiale. Costruiremo un’alleanza per il futuro, e iniziamo dal Canada”.
Canada e UE lavoreranno insieme sulla governance e lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale per evitare “la dipendenza da pochi giganti dell’IA. Le decisioni prese altrove possono mettere a rischio le nostre imprese e i nostri servizi essenziali”.
Insomma, Canada e Europa hanno deciso di proseguire verso una maggiore integrazione nel tentativo anche di ridurre la nostra interdipendenza dagli Usa: un segnale chiaro, chiarissimo rivolto a Washington.
In alto, Ursula von der Leyen e Mark Carney (foto: X – Carney)

