Cultura

Una lente tutta italiana su Elon Musk

TORONTO – Un nuovo film controverso su Elon Musk debutterà questa settimana nelle sale in Italia e sta già suscitando dibattito in tutto il Paese. Diretto dal regista italiano Andreas Pichler, Elon Musk Unveiled: The Tesla Experiment si svolge come un thriller aziendale teso. Il film intreccia una ricostruzione forense di un incidente fatale con il pilota automatico di una Tesla in Florida insieme a filmati d’archivio di un’intervista personale che Pichler ha condotto con Musk nel 2012.

Anche se tratta di un miliardario tecnologico americano, il film è stato finanziato dalla commissione cinematografica regionale Südtirol e sapientemente assemblato dai montatori italiani Beatrice Segolini e Nicolas Nørgaard Staffolani.

Il documentario bypassa completamente il solito clamore della Silicon Valley. Invece, utilizza una massiccia fuga di notizie di 100 gigabyte per sostenere che Tesla abbia consapevolmente messo su strade pubbliche pericolose software Autopilot incompleto, trasformando in modo sconsiderato i conducenti di tutti i giorni in beta tester aziendali.

Riflettendo sul suo cambiamento di prospettiva riguardo al miliardario nel corso degli anni, il direttore Andreas Pichler ha osservato: “Nel 2012, Musk era percepito come un giovane pioniere ispiratore… la mia opinione è cambiata da allora, con la sensazione che la tecnologia sia diventata un fine a s stesso e che i conducenti Tesla siano in parte beta tester”.

Il film arriva nelle sale locali in un momento in cui gli italiani sembrano divisi su Musk. Da un lato, la Premier Giorgia Meloni si sta apertamente avvicinando a lui, usando strategicamente la loro amicizia di alto profilo per portare enormi investimenti tecnologici in Italia.

Il governo sta attualmente spingendo per un contratto di comunicazione satellitare sicura da 1,5 miliardi di euro con Starlink di Musk, sperando di iniettare un totale di 7,3 miliardi di euro di capitale privato nell’economia locale. Meloni ha persino difeso con forza l’alleanza in parlamento, sostenendo Musk come un genio unico in grado di aiutare a rilanciare le infrastrutture nazionali.

Ma una grande fetta del pubblico e dei media italiani non ci crede. Per molti italiani comuni, il più grande ostacolo è che semplicemente non riescono a superare il forte e aggressivo sostegno finanziario e politico di Musk a Donald Trump. Non sorprende che la sinistra italiana abbia di fatto trasferito tutta la sua ansia anti-Trump su Musk.

I critici avvertono a gran voce che consegnare i dati e le comunicazioni militari italiane a un miliardario straniero rappresenta un enorme rischio per la sovranità nazionale. Per gli spettatori con una mentalità storica, questo dibattito potrebbe scatenare un paragone con l’Antica Roma.

Chi vede Musk con favore potrebbe pensare che sia un moderno Appio Claudio Caeco, il visionario che ignorò un Senato ostinato per costruire la prima grande superstrada di Roma, la Via Appia – che rivoluzionò la connettività nel mondo antico.

Al contrario, i suoi critici potrebbero vederlo come Marco Licinio Craso, il magnate supremo di Roma che costruì un monopolio dei vigili del fuoco privati, comprò politici e usò la sua folle ricchezza per aggirare le regole dello Stato.

Alla fine, una lente italiana si sta rivelando una scelta interessante per analizzare il gigante tecnologico. Sicuramente una cultura cresciuta sulla storia degli antichi imperatori è particolarmente qualificata per esaminare i sovrani del nostro futuro digitale.

Immagini gentilmente concesse da Beetz Brothers Film Production       

Massimo Volpe, autore di questo articolo, è un filmmaker e scrittore freelance di Toronto: scrive recensioni di film/contenuti italiani su Netflix

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