Un Canada Day “comunitario”
TORONTO – Il tradizionale “circuito dei barbecue” dei parlamentari è ormai diventato una componente irrinunciabile dell’attività di un deputato: un modo per incontrare i cittadini e confermare la propria presenza nelle comunità da cui il proprio partito trae sostegno. Etobicoke North, il collegio elettorale del Segretario di Stato John Zerucelli, rappresenta un perfetto esempio di questa dinamica. L’onorevole Zerucelli è stato probabilmente tra i primi a inaugurare la stagione dei barbecue, organizzando il suo evento nel giorno del Canada Day.
«Questa volta abbiamo pensato di mettere in evidenza la comunità dell’area del Thistletown Collegiate, che sostiene le nostre iniziative per rafforzare il tessuto della comunità», ha dichiarato il ministro quando gli ho chiesto perché avesse scelto questa parte del collegio invece di un’altra. «In futuro daremo spazio anche ad altre zone con eventi dedicati».
Zerucelli ha sottolineato la partecipazione di numerose realtà locali: le squadre di calcio, che hanno dato prova delle loro abilità per il divertimento del pubblico; la Humber College Band, che ha curato l’intrattenimento musicale; Chef TedReader, che ha offerto degustazioni dei suoi prodotti e delle sue salse; gruppi scolastici impegnati nella promozione di programmi interculturali; organizzazioni sanitarie e comunitarie che hanno illustrato i servizi disponibili per i cittadini in caso di necessità; e l’immancabile castello gonfiabile, che ha fatto la gioia dei bambini sotto lo sguardo attento dei loro genitori.
La folla presente rifletteva chiaramente il volto in continua evoluzione di Toronto e di Etobicoke. Non si tratta più della storica enclave a prevalenza caucasica nella parte nord-occidentale della città, lontana e quasi irraggiungibile per chi, come me, ha vissuto l’esperienza canadese nei quartieri della Old Toronto.
Quando, alla fine degli anni Cinquanta, un mio zio trasferì la sua famiglia e il suo negozio di calzature al Thistletown Plaza, la distanza e la scarsità di collegamenti con i mezzi pubblici facevano presagire un inevitabile allontamento dei rapporti familiari. Era davvero un luogo lontanissimo. Oggi non è più così.
A metà degli anni Settanta, il sistema scolastico cattolico, seguendo la missione della Chiesa di assistere i propri fedeli man mano che si trasferivano nei nuovi quartieri residenziali, avviò un’intensa campagna per costruire scuole elementari e superiori in grado di rispondere alle esigenze della popolazione. Oggi il panorama demografico è profondamente cambiato: le comunità di lingua hindi e punjabi, insieme a quella di religione musulmana, costituiscono una parte importante della realtà sociale del territorio.
Zerucelli conclude: «All’epoca abbiamo accolto nuove persone e siamo riusciti a far funzionare il cambiamento. Oggi stiamo facendo la stessa cosa». Amen.
Traduzione in Italiano – dall’originale in Inglese – a cura di Marzio Pelù
Qui sotto, una fotogallery della festa (foto: Corriere Canadese)







