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Di Sanzo: “Cancellate le voci degli italiani in Nordamerica”

ROMA – Con la nuova legge elettorale, vengono anche ridotte le Circoscrizioni Estero: alla Camera saranno solo due (Europa ed Extra Ue), mentre diventa una sola circoscrizione per il Senato. Resta invariato il numero degli eletti all’estero: 12 (8 deputati e 4 senatori). Le opposizioni, però, protestano duramente. Un sistema di rappresentanza “maturato in 20 anni” e “distrutto” da un emendamento, dice Christian Di Sanzo (nella foto sopra), deputato Pd eletto in Centro e Nord America, ripartizione che ora sarà accorpata a Sud America e Africa, Asia e Oceania.

Di Sanzo è intervenuto nell’Aula di Montecitorio nel corso dell’esame degli emendamenti alla legge elettorale e ha sottolineato che l’emendamento, di fatto, penalizza “le comunità più piccole, quelle del Nord America, che ho l’onore di rappresentare, e quelle dell’Oceania” perché gli italiani residenti in America Latina sono di più. “La rappresentanza del Nord America sparirebbe per sempre, quella che è la storia di tanti emigrati, quella che in tanti, in questi anni, mi avete raccontato delle vostre famiglie. Quanti di voi mi hanno raccontato dei parenti negli Stati Uniti, in America, di chi aveva un nonno che è andato in America e poi è tornato. In questi anni ho avuto l’onore e il privilegio di rappresentarne la voce”.

Con un emendamento si “distrugge un sistema di rappresentanza che è maturato negli ultimi vent’anni, da quando è cominciato il voto all’estero, da quando si decise di fare quella scelta coraggiosa”, ha detto ancora Di Sanzo. “E tante cose sono cambiate. Abbiamo organizzato una rappresentanza seria. Quello del Nord America era un progetto in cui ho creduto, inclusivo, che rappresentasse nella sua pienezza le comunità storiche e che potesse anche dare una voce a tanti di quei giovani che hanno deciso di lasciare l’Italia, di fare un’esperienza all’estero e, poi, di restarci, quei 150.000 giovani all’anno che vanno all’estero; una voce che ritengo debba trovare una rappresentanza”.

E poi, ancora, con un emendamento “cancellate le storie e le voci di tanti e tante che dall’altra parte dell’oceano ancora credono in questo Paese, che ancora credono che il loro contributo possa portare qualcosa di buono e migliorare questo Paese. Con questo emendamento la loro voce sparisce, e dovrete assumervi la responsabilità di averli cacciati due volte: non solo di averli fatti fuggire dall’Italia per la vostra incapacità di fare riforme in questo Paese, ma anche per avergli negato una voce in Parlamento”, ha concluso. “E, quando manca una voce in Parlamento, è una perdita per la democrazia, ma, soprattutto, è una perdita per il Paese”.

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