Console Generale Luca Zelioli: 10 e Lode
TORONTO – La maggior parte di noi è “solo di passaggio”. Altri lo fanno con uno scopo. Che si tratti di adempiere ad un obbligo, a un compito assegnato, di affrontare una sfida per conto di un’autorità superiore, lo fanno con un senso di dignità discreta e con la volontà di dare onore e prestigio ad una collettività più ampia. È in questa categoria che Luca Zelioli, Console Generale d’Italia a Toronto, ha meritato un posto di diritto.
Oggi è l’ultimo giorno del suo incarico in rappresentanza dell’Italia. Chi proviene dal Belpaese, o ne può tracciare le proprie radici, concorderà sul fatto che la Penisola e la sua diaspora sono stati serviti con cura professionale e raffinata eleganza. Le sue azioni, il suo servizio e i suoi risultati sul territorio, così come in collaborazione con le autorità su entrambe le sponde dell’Atlantico e oltre, si sono distinti per iniziativa e coerenza nella promozione della nostra cultura, dei nostri valori e della nostra storia.
Senza togliere nulla ad altre culture e popoli, ci è stato donato molto di cui possiamo essere giustamente orgogliosi. Luca Zelioli ha sempre agito con questo principio in mente. Era nel suo DNA oltre che nel suo curriculum professionale.
Il Corriere Canadese è stato lieto di contribuire alla divulgazione di alcuni dei suoi sforzi. Non potremmo, in un singolo articolo, elencare tutti gli eventi né tantomeno valutare gli obiettivi o l’efficacia – immensa, secondo anche i più scettici – delle loro realizzazioni.
Avremmo potuto tenerci estremamente occupati semplicemente seguendo il suo itinerario alla scoperta e promozione di eventi e iniziative legate all’italianità – accademiche, culinarie, della moda, del commercio, dell’architettura, della musica, manifestazioni celebrative del contributo della diaspora al nostro Paese ospitante (oggi nostro), della ricerca, della manifattura, della leadership nell’industria, della finanza, del diritto, della medicina, dell’insegnamento, del lavoro, dell’edilizia e della politica. La lista è infinita: ha cercato con meticolosa attenzione ciò che la comunità ha realizzato fin dai primi giorni dell’immigrazione, a partire dalla fine del 1880 – 150 anni fa.
Nei limiti del suo mandato ed in collaborazione con l’Ambasciata a Ottawa, Zelioli si è sempre dimostrato pronto ad aiutare lo sviluppo di relazioni commerciali e politiche reciproche tra imprenditori italiani e canadesi. Basti dire che, nei miei anni di esperienza con il Consolato Generale come rappresentante politico o editore, solo un altro funzionario in quel ruolo si è avvicinato a un livello simile di stima professionale da parte dei “locali”.
Ma c’è anche un lato umano in Luca (mi si perdoni l’informalità) che va sottolineato. Ha destinato fondi discrezionali per migliorare l’ambiente di quella che è essenzialmente Casa Italia, affinché i visitatori potessero sentirsi a casa e allo stesso tempo impressionati entrando nei locali. Il Consolato è stato praticamente rinnovato sia internamente che esternamente. I lavori sono ancora in corso.
Altrettanto importante è stato il suo stile di gestione. Non è un segreto che il Ministero degli Affari Esteri abbia introdotto cambiamenti operativi che ha dovuto supervisionare per persone (noi) che prestano solo attenzione superficiale ai requisiti della legge e delle procedure italiane. Tuttavia, ha richiesto e coltivato una cultura di attenzione tra il suo personale. Quando una delle sue assistenti è venuta a mancare, ha commissionato una targa in sua memoria e l’ha collocata sopra uno degli ingressi. Ha fatto lo stesso quando un amico della comunità e “mentore” della diaspora di Toronto ha subito la stessa sorte.
Ci hai serviti bene, Luca. Che la tua carriera continui con lo stesso successo ovunque il governo italiano possa richiedere il tuo servizio.
Nella foto in alto, il Console Generale Luca Zelioli (foto: Corriere Canadese)

