Ottawa, nodo vaccini tra nuovi ritardi
e pressing sul governo

di Francesco Veronesi del February 2, 2021

TORONTO - Pressing sul governo per sbrogliare la matassa legata alla vaccinazione contro il Covid- 19. L’esecutivo federale è ancora nella bufera per il rallentamento in tutto il Paese della campagna di vaccinazione di massa, un contrattempo provocato dal taglio significativo delle forniture del primo vaccino approvato da Health Canada - quello della Pfizer - e dalla conferma, arrivata nel fine settimana, che anche Moderna diminuirà le dosi in arrivo nel nostro Paese a febbraio del 20-25 per cento.

E se da un lato il primo ministro Justin Trudeau continua a ripetere che i due giganti della farmaceutica hanno promesso un progressivo riassorbimento delle forniture di dosi che non sono arrivate, dall’altro le opposizioni sono sul piede di guerra e chiedono un maggiore impegno di Ottawa per accelerare il processo di vaccinazione nelle varie province.

Ad essere criticato è stato soprattutto l’approccio soft dell’esecutivo, accusato di essere stato troppo compiacente di fronte al taglio annunciato dalla Pfizer e da Moderna.

In Europa - è questo il ragionamento dei conservatori - i vari governi hanno fatto la voce grossa e alcuni - Italia in primis - hanno annunciato future azioni legali nel caso in cui ci fossero stati dei ritardi nelle consegne delle dose pattuite dai contratti firmati in precedenza. E guarda a caso, con l’ipotesi di portare la contesa in tribunale, le forniture sono tornate ad essere quelle previste.

Nel frattempo continua il pressing anche sul ministero della Sanità per una più veloce approvazione dei vaccini che attualmente sono al vaglio delle autorità sanitarie canadesi. Quello prodotto da AstraZeneca, ad esempio, ha già avuto il via libera nel Regno Unito e nell’Unione Europea e secondo le ultime indicazioni, dovrebbe essere approvato da Health Canada entro breve.

Ci sono però due grossi dubbi legati a questo tipo di vaccino: il primo è quello legato alla somministrazione per le persone più anziane - in Italia ad esempio è stato raccomandato solamente a persone al di sotto dei 55 anni - il secondo invece riguarda la reale efficacia, visto che durante i trial clinici il vaccino ha bloccato il virus so- lamente nel 59,5 per cento dei casi. Una percentuale molto bassa, rispetto all’oltre 90 per cento di efficacia dimostrato da quelli della Pfizer e di Moderna.

Health Canada sta anche valutando la sicurezza e l’efficacia del vaccino della Johnson and Johnson, mentre un’altra casa farmaceutica americana, Novavax, ha presentato la documentazione relativa al suo vaccino nel fine settimana. Il governo con questa compagnia ha firmato un pre-contratto per svariate milioni di dosi. Questo vaccino si è mostrato efficace nell’89 per cento dei casi ed è stato testato con successo anche contro la variante inglese e quella sudafricana.

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