Pubblichiamo la lettera di Fr. Vitaliano Papais sul caso del TCDSB.

Egregio sig. Direttore,

sottoscrivo a piene mani il sentimento di disagio e turbamento espresso nel Corriere Canadese dal gentile signore riguardante la situazione nel TCDSB (edizione dell’11 gennaio: https://www.corriere.ca/primo-piano/sono-amareggiato-ma-grazie-per-informarci/ ) in cui vengono messe in evidenza le subdole posizioni dei nostri trustees cattolici che, purtroppo, per la maggior parte, sono di famiglie italiane. È il classico esempio dei lupi travestiti da agnelli… per la sedia.

Purtroppo, ormai non abbiamo più sacerdoti italiani nelle nostre parrocchie; quelli che potrebbero essere sono messi in pensione. Quelli che dicono di sapere l’italiano lo sbiascicano per accontentare gli anziani e per avere il posto, a costoro non interessa la pastoralità della loro missione, ma lo stipendio mensile. Perciò non leggono nessun giornale italiano e non interessa nessun approfondimento della grande cultura classica e nemmeno ascoltano il Papa che parla bene in italiano.

Che Dio ce la mandi buona!! Nonostante tutto “guai chi molla…!!”

Cordiali saluti.

Fr. Vitaliano Papais

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