I guai delle scuole e dei social, chi è colpevole?
TORONTO – È sempre colpa di qualcun altro.
Il Corriere Canadese ha fatto di tutto per concedere al Ministro dell’Istruzione, Paul Calandra, il proverbiale “beneficio del dubbio” per quanto riguarda il sistema educativo e la necessità di riformarlo. Nel 2023-24, gli ambienti scolastici di alcune zone del centro città avevano raggiunto livelli intollerabili, con condizioni degne della “giungla della lavagna” di Hollywood.
Alcuni Provveditorati (i due di Toronto – TCDSB e TDSB – il Peel District School Board e l’Ottawa-Carleton District School Board) sembravano aver trovato un capro espiatorio, seguendo una tendenza sempre più diffusa negli Stati Uniti: la guerra degli avvocati.
Il 28 marzo 2024, questi Provveditorati hanno annunciato di aver incaricato Neinstein LLP, uno studio legale di Toronto, con un accordo basato sul pagamento a risultato, di perseguire un’azione legale contro Meta Platforms Inc., Snap Inc. e ByteDance (TikTok).
CNW, un’agenzia di stampa canadese, ha osservato che “la causa sostiene che […] i prodotti dei social media, progettati con negligenza per favorirne l’uso compulsivo, hanno modificato il modo in cui i bambini pensano, si comportano e apprendono, lasciando agli educatori e alle scuole il compito di gestirne le conseguenze”.
Nessuno si è chiesto cosa stesse facendo la dirigenza di ciascun Provveditorato, nominata con l’approvazione e sotto la direzione del Ministero dell’Istruzione, quando si è trovata di fronte a queste conoscenze. La richiesta iniziale di risarcimento ammontava a circa 4,5 miliardi di dollari. All’epoca, né Neinstein LLP né i suoi clienti hanno risposto alle telefonate, fatta eccezione per un rappresentante che, pur non essendo autorizzato a parlare ufficialmente, ha confermato che tutto era stato fatto con l’approvazione del Ministero e del Ministro.
META e gli altri imputati hanno presentato una mozione presso la Corte Superiore di Giustizia dell’Ontario (OSSJ) per chiedere di respingere le cause intentate dai Provveditorati. Del resto, i consigli scolastici erano e sono guidati da accademici nel campo dell’istruzione, che presumibilmente avrebbero dovuto saperne abbastanza da non consentire, né prescrivere, materiale potenzialmente dannoso nei programmi scolastici senza adeguate misure di tutela.
La “coalizione” dei Provveditorati disponibili ad aderire all’azione si è ampliata, secondo quanto ci è stato riferito, con l’incoraggiamento del Direttore del TCDSB. L’ammontare dei danni rivendicati è ora di circa 11 miliardi di dollari, pari a circa il 30% del bilancio annuale del Ministero dell’Istruzione.
Un anno dopo, il 7 marzo 2025, la OSSJ ha respinto la mozione di Meta per archiviare la causa, aprendo la strada al proseguimento in tribunale delle cause multimiliardarie intentate dai consigli scolastici per “negligenza e molestia pubblica”.
Coincidenza vuole che, apparentemente stanco delle critiche ricorrenti, insistenti e spesso aspre riguardo al deterioramento degli “standard accademici e di sicurezza” nelle “scuole finanziate con fondi pubblici”, il Ministro abbia avviato diverse indagini indipendenti per “fare chiarezza” sulla situazione.
Questi investigatori, tutti appartenenti a rispettabili società di revisione contabile, dopo poche settimane gli hanno fornito una via d’uscita. Senza sorprendere nessuno, si sono concentrati sui deficit operativi, sul discutibile esaurimento di beni non rinnovabili e sulla generale incapacità di seguire le direttive del Ministero.
Le prove erano tanto convenienti quanto superficiali. E tutto riguardava ancora una volta l’efficienza finanziaria, allo scopo di creare le basi per porre i Provveditorati sotto supervisione e “trasferire l’autorità del consiglio” al Ministro e al suo supervisore.
Il 26 agosto 2026, un accordo transattivo da 18 miliardi di dollari tra META e una coalizione di procuratori generali di Stati e territori statunitensi, riguardante la sicurezza degli adolescenti sui social media, ha ricevuto l’approvazione della giudice distrettuale federale statunitense Yvonne Gonzalez Rogers.
Gli altri procedimenti tra genitori e autorità scolastiche sono ancora irrisolti, ma il precedente è ormai una realtà che il sistema dell’Ontario e quello canadese dovranno necessariamente affrontare.
Se sei un genitore, probabilmente ti starai chiedendo: chi ha rubato i tuoi soldi mentre trasformava i tuoi figli in zombie? Chi e come godrà dei fondi concessi dalla Corte?
Nelle prossime edizioni esamineremo come i termini dell’accordo raggiunto negli Stati Uniti potrebbero influenzare il vostro modo di pensare e la vostra percezione di coloro ai quali avete affidato il presente e il futuro dei vostri figli.
Foto di Berke Citak da Unsplash
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