Canada

Ecco la svolta nel negoziato, accordo in dirittura d’arrivo

TORONTO – Colpo di scena dopo colpo di scena, con l’accordo finale davvero a un passo. Il Canada e gli Stati Uniti hanno raggiunto un’intesa commerciale che elimina una volta per tutte le nuove tariffe americane del 50 per cento.

La svolta è stata annunciata ieri da Donald Trump, che davanti ai giornalisti ha confermato il raggiungimento di un accordo con il governo canadese. Restano ancora da limare alcuni punti, ma siamo in dirittura d’arrivo. Sia Washington che Ottawa hanno di fatto dato il loro via libera alla bozza. E dire che era stato lo stesso inquilino della Casa Bianca a bloccare l’entrata in vigore dei nuovi dazi a meno di due ore dalla deadline, martedì sera, concedendo altre settantadue ore per trovare un accordo onnicomprensivo che eliminasse una volta per tutte la minaccia dei nuovi dazi americani.

Siamo quindi vicinissimi al traguardo, anche se non mancano le insidie su quella che sin dall’inizio è stata una corsa a ostacoli: si lavora su alcuni dettagli prima di ufficializzare la stretta di mano. Mark Carney, dal canto suo, non ha nascosto la propria soddisfazione per aver schivato – almeno per ora – una nuova escalation con l’inquilino della Casa Bianca.

A bloccare il conto alla rovescia e girare la clessidra erastato lo stesso Trump, con un messaggio postato su Truth Social poco dopo le 10 di martedì sera. “Ho sospeso le tariffe del 50% contro il Canada – si legge nel messaggio – che dovevano entrare in vigore domani mattina per un periodo di tre giorni, basandomi sul fatto che Canada e Stati Uniti, soggetti alla finalizzazione dei documenti, hanno un accordo! Il grande oleodotto Keystone XL, molto tempo fa ucciso da Sleepy Joe Biden, potrebbe essere risvegliato dalla tomba! Grazie per la vostra attenzione su questa questione”.

Ed è proprio questo l’elemento di grande novità introdotto dallo stesso presidente americano: quello dell’oleodotto Keystone XL, che in tutte queste settimane non era mai entrato in gioco nel negoziato e che adesso non solo è rientrato prepotentemente nel dibattito, ma che addirittura potrebbe rappresentare la chiave finale per arrivare ad un accordo.

Successivamente infatti lo stesso tycoon americano ha pubblicato un’immagine generata dall’intelligenza artificiale di se stesso mentre solleva il Keystone XL da una tomba segnata da una lapide con la scritta “Sepolto da Biden”. Carney, dopo lo stop al fotofinish, ha fatto il punto della situazione con un comunicato ufficiale. “Congratulazioni al Ministro LeBlanc e al rappresentante Greer per i significativi progressi nei negoziati commerciali Canada-Stati Uniti. Il Canada ha affrontato queste discussioni con le migliori condizioni commerciali complessive. Ora ci stiamo avvicinando a un accordo che rafforza questo vantaggio canadese, anche assicurando le migliori condizioni in ciascuno dei settori strategici più importanti del Canada e fornendo maggiore certezza sulle nostre future relazioni commerciali.”.

“Mentre continuiamo questo lavoro – ha continuato il primo ministro – il Canada rimane concentrato sulla costruzione di un’economia più forte, indipendente e competitiva”.

Ma per capire quali siano i tasselli mancanti di questo complicatissimo puzzle, torna utile andare ad analizzare anche quanto è stato scritto dal rappresentante americano al Commercio che in queste settimane ha guidato la delegazione americana nel negoziato con il ministro canadese Dominic LeBlanc.

Jamieson Greer ieri ha indicato che “un accordo finale deve garantire un accesso completo al mercato per tutti i beni americani, impegni di sicurezza economica, allineamento commerciale digitale e molte disposizioni importanti che continueranno a proteggere il nostro mercato e i lavoratori americani”.

Tradotto: Ottawa deve convincere – o meglio costringere – tutte le Province canadesi ad accantonare la messa al bando degli alcolici americani. Lo stesso LeBlanc ieri, pur non entrando del dettaglio della bozza d’accordo, ha fatto sapere che nell’intesa raggiunta il sistema di tutela del settore dei latticini in Quebec resterà in piedi, allontanando l’ipotesi di modifica.

Nelle prossime ore saranno definite le ultime modifiche, prima dell’annuncio ufficiale di un accordo che è davvero in dirittura d’arrivo.

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