Calcio

Uefa e alleati pianificano tornei alternativi

TORONTO – La telenovela di Gianni Infantino sembra non avere una fine. O meglio, una conclusione potrebbe arrivare, ma con l’epilogo più diretto: le dimissioni. Le stesse su cui ormai parecchi organi federali stanno pressando affinché avvengano.

Dall’inizio dei Mondiali, il numero uno della Fifa è stato messo sempre più al centro di critiche e polemiche per varie vicende, tra le quali si ricorda il rosso revocato all’attaccante statunitense Folarin Balogun, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata dieci giorni dopo, quando ha annunciato il piano di privatizzazione dei mondiali tramite la Fifa Forward Enterprise.

Da lì in poi, diverse federazioni calcistiche, quella gallese in primis, hanno dichiarato il proprio dissenso verso la sua candidatura alle prossime elezioni alla presidenza Fifa, ma soprattutto, verso il suo ruolo attuale. E con loro si sono mossi anche alcuni organi federali, che si sono opposti al progetto della FFE sin dal suo annuncio, prima tra tutti l’Uefa. Aleksander Ceferin (nella foto sopra), presidente dell’organo che dirige il calcio europeo, ha diffuso un duro comunicato in cui ha condannato l’iniziativa di Infantino, minacciando azioni legali nei suoi confronti e la fondazione di un torneo alternativo. Idea che, per il momento, non è stata ancora attuata, ma che potrebbe diventare concreta. Questo è ciò che emerso da una lettera ufficiale congiunta resa nota nella mattinata di ieri, 10 agosto, in cui l’Uefa, l’Afc e la Concacaf (ovvero la confederazione asiatica e nordamericana) starebbero pensando concretamente di fondare una competizione separata dalla Fifa.

“Il calcio è la più grande passione condivisa del mondo. Non appartiene a nessun individuo né a nessuna istituzione. Appartiene ai giocatori, ai tifosi, ai club, ai membri e a ogni istituzione incaricata di proteggerne il futuro. È con questo spirito che oggi prendiamo la parola collettivamente”, si legge nella nota congiunta.

“La recente lettera della FIFA ai suoi vicepresidenti e alle 211 Associazioni riconosce degli errori. La tratta come una falla nella comunicazione, quando ciò a cui il calcio ha assistito è stato un errore di giudizio. Una proposta presentata in tempi compressi, senza una consultazione significativa e spinta verso una scadenza prima che le Associazioni Membro potessero esaminarne adeguatamente i termini, non è il frutto di una svista: è il prodotto di un disegno concepito per limitare il controllo. Non ha riconosciuto che la proposta in sé era intrinsecamente sbagliata. Continua a non esserci alcun riconoscimento del fatto che tentare di vendere una quota della Coppa del Mondo sia stato un profondo errore di giudizio, non solo un inciampo procedurale, ma una violazione fondamentale della fiducia con le stesse istituzioni che la FIFA esiste per servire. La FIFA si è inoltre impegnata a presentare un rapporto completo su questi fatti al Consiglio, senza ancora riconoscere che una governance adeguata di fronte a una mancanza di giudizio così profonda richiederebbe che tale revisione fosse condotta da una terza parte completamente indipendente, e non dalla FIFA stessa, dal suo personale o da qualsiasi soggetto interno al calcio”.

Un comunicato che non lascia spazio ad altre interpretazioni, soprattutto quando i riferimenti diventano più espliciti: “La recente riunione, in cui un numero selezionato di membri del Comitato Direttivo – non il Comitato nella sua interezza – è stato convocato in Marocco, invece di far sì che la dirigenza si recasse a Zurigo non fa che rafforzare queste preoccupazioni e rappresenta la prosecuzione dello stesso modello di condotta che ci ha portati fino a questo momento. Non è il comportamento di un custode del gioco, ma di qualcuno che crede che il gioco debba rispondere a lui”.

Una presa di posizione che diventa sempre più aspra, con l’obiettivo non solo di boicottare totalmente la Fifa, ma anche di distaccarsi completamente dalle sue decisioni. Uno scenario che, se si concretizzasse, cambierebbe drasticamente gli equilibri del calcio mondiale.

More Articles by the Same Author: