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Il taccuino mundial del Corriere / La rivincita delle Monarchie

TORONTO – “Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine vincono i tedeschi”. La frase cult di Gary Lineker, pronunciata dopo la sconfitta della sua Inghilterra contro la Germania a Italia ’90, in questa Coppa del Mondo per ovvie ragioni non sarà rispettata, come peraltro non lo è stata da tanto tempo. Il calcio non è una scienza esatta, non è matematica, non è un esperimento che puoi replicare in laboratorio sicuro che il risultato sarà sempre lo stesso.

I dati, le statistiche, i numeri, ci possono spiegare il perché dell’andamento di una partita, o la prestazione di un singolo giocatore, ma non risolvono nulla in chiave futura. Perché la palla è rotonda, e al fischio d’inizio si parte sempre sullo 0-0. Ecco allora che nell’era digitale farsi un bel giretto sui social apre la porta su un universo (parallelo) nel quale ipotesi cabalistiche, tesi esoteriche, analisi strampalate trovano la stessa autorevolezza di chi sciorina dati per dimostrare che tale squadra è favorita sull’altra.

La tesi più divertente, tra le tante, è che se vuoi vincere il Mondiale, storicamente, devi disarcionare il monarca di turno, togliergli corona e scettro e magari defenestrarlo pure. Perché – si legge – 16 dei 20 Mondiali di calci sono stati vinti da Paesi repubblicani: le eccezioni sono state le Coppe del Mondo del 1934 e 1938 – vinti dall’Italia sabauda e fascista – quella del 1966 con l’Inghilterra e quella del 2010 con la Spagna.

Ora in questi quarti di finale abbiamo una sorta di rivincita delle monarchie: 5 degli 8 Paesi – Marocco, Spagna, Norvegia, Belgio e Inghilterra – sono regni di sua Maestà. Sarà l’anno della rivincita?

Un’altra teoria, questa con connotati complottisti, è quella sulla cosiddetta Fascia Mondiale: come si vede nell’immagine qui sopra, tutti i Paesi ai quarti di finale sorgono su una precisa fascia terrestre, sulla stessa direttrice evidenziata sul planisfero. Perché si chiedono sui social?

E occhio agli estremi geografici e climatici, sostengono altri.

Perché si passa dalla glaciale Norvegia, quasi sempre sotto zero, al Marocco, terra del deserto del Sahara, con la Svizzera che non è bagnata da nessun mare a Paesi come Argentina e Inghilterra, che al contrario hanno migliaia di chilometri di costa.

Non si può poi dimenticare il fattore linguistico: in quattro degli otto Paesi si parla francese (Francia, Marocco, Belgio e Svizzera).

C’è poi chi invita a guardare l’alternanza Europa-Sud America nell’albo d’oro. Il Sud America infatti – a parte il Brasile di Pelè nel 1958 e nel 1962 – non è mai riuscito a vincere due Mondiali di seguito: questa volta toccherà a un’europea. E c’è chi ricorda un secondo dato che condanna definitivamente l’Argentina. Solo un ct è riuscito a vincere due Mondiali: l’italiano Vittorio Pozzo. Per l’argentino Scaloni sarà quindi un’impresa davvero titanica.

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