Il taccuino mundial del Corriere / Fase a gironi, un parto lungo e travagliato Ora i “veri” Mondiali stanno per iniziare
TORONTO – È stato un parto lungo e travagliato. Ma ormai ci siamo. Ed è un ormai che aspetta in messianica attesa gli ottavi di finale, quando finalmente ci saremo lasciati alle spalle anche i sedicesimi ed entreremo davvero in clima Mondiale. Perché, dicevamo, è stato un parto davvero lungo e davvero travagliato: dall’11 giugno si sono disputate 72 partite della fase a gironi, per arrivare a una prima scrematura. Delle 48 partecipanti alla fase finale, 16 sono tornate a casa, mentre le 32 restanti hanno potuto fare l’ingresso “trionfale” ai “prestigiosi” sedicesimi di finale.
Quasi tutte le previsioni della vigilia sono state rispettate: non ci voleva un veggente per immaginare l’eliminazione diretta di Qatar, Haiti, Curaçao, Tunisia, Nuova Zelanda, Arabia Saudita, Iraq, Giordania, Uzbekistan, Iran e Panama. Scozia e Repubblica Ceca potevano fare meglio, mentre l’eliminazione di Turchia e Uruguay è stata abbastanza sorprendente.
Tutte le Big non hanno deluso le attese. I campioni in carica dell’Argentina hanno confermato le loro ambizioni per un potenziale bis Mondiale, con un Messi che a 39 anni suonati continua a segnare come un invasato e con una squadra solida ed equilibrata. La Francia fa davvero paura, soprattutto davanti, dove somma le qualità di Mbappé, Olise, Doué e Dembelé per una potenza di fuoco che non ha rivali.
La Germania, nonostante lo scivolone con l’Ecuador, non vede le sue ambizioni sminuite. Sulla carta si prospetta un ottavo di fuoco tra i tedeschi e i transalpini.
Il Brasile di Ancelotti ha mostrato una dote – la concretezza – che finalmente limita i fronzoli fini a se stessi, mentre la Spagna dopo qualche incertezza sembra avere carburato e sarà impegnato in un sedicesimo impegnativo contro l’Austria.
Messico e Stati Uniti viaggiano sulle ali dell’entusiasmo dopo un’ottima fase a gironi, ma resta da capire il loro valore reale quando dovranno affrontare squadre migliori rispetto alle precedenti.
Le ambizioni del Portogallo saranno immediatamente messe alla prova da un osso duro come la Croazia di Modric, unica partita di cartello che si disputerà a Toronto. Restano infine le mine vaganti, quelle squadre che partono in sordina ma che possono vincere contro chiunque: il Marocco e l’Olanda che si incroceranno proprio nei sedicesimi, la Colombia che ha messo sotto CR7 e compagni nella fase a gironi, la Svizzera e la Norvegia di Haaland. Vediamo come andrà a finire e che vinca il migliore.
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