Referendum separatista, scontro in Alberta
EDMONTON – È scontro in Alberta per il referendum separatista. La giudice Shaina Leonard ha di fatto “annullato” la raccolta di firme dei secessionisti, stabilendo che la petizione non avrebbe dovuto essere autorizzata perché il governo provinciale non ha adempiuto al proprio obbligo di consultare le First Nations e perché una possibile secessione dell’Alberta violerebbe i diritti sanciti dai trattati. Nella sua sentenza, infatti, la giudice della Court of King’s Bench of Alberta afferma che il governo avrebbe dovuto consultare le comunità indigene prima di autorizzare la petizione per il referendum, sottolineando che la secessione avrebbe un impatto diretto sui Trattati 7 e 8 e quindi sui diritti dei Nativi sui vari territori dell’Alberta. Quindi, ha concluso che l’Alberta ha violato il proprio dovere di consultazione.
La decisione è arrivata mercoledì, dopo una precedente ordinanza della stessa giudice, il mese scorso, con cui era stato sospeso il processo di verifica delle firme mentre veniva esaminato il ricorso (contro il referendum) presentato dalle stesse First Nations. I legali dell’Athabasca Chipewyan First Nation e della Blackfoot Confederacy — che riunisce Piikani Nation, Siksika Nation e Blood Tribe — avevano infatti contestato la legittimità del processo referendario, sostenendo che fosse incostituzionale in assenza di consultazione con le comunità indigene.
Immediata la reazione della premier dell’Alberta, Danielle Smith, che intervenendo in un incontro a Edmonton ha definito la decisione del tribunale “errata sul piano giuridico e antidemocratica. Si tratta della decisione di un singolo giudice, mentre 700.000 albertani — sia quelli favorevoli a restare in Canada che quelli sfavorevoli — hanno detto di volere questo dibattito pubblico”, ha dichiarato, aggiungendo che – poiché questa decisione “è errata sul piano legale e antidemocratica” – la Provincia presenterà appello.
La premier ha aggiunto che si confronterà con il suo governo ed il caucus del suo partito (l’UCP, United Conservative Party) per valutare i prossimi passi. “Vogliamo ascoltare gli albertani. Questo è ciò che per noi significa democrazia.”
La premier aveva in precedenza affermato che, se la petizione separatista avesse raggiunto il numero sufficiente di firme, la proposta sarebbe stata inserita in un referendum previsto per l’autunno. Il gruppo separatista Stay Free Alberta aveva presentato ufficialmente la petizione la scorsa settimana, sostenendo di aver raccolto quasi 302.000 firme, ben oltre le 178.000 richieste.
In alto, uno dei raduni del movimento separatista (foto dalla pagina Facebook di uno dei leader dell’Alberta Independence Movement, Mitch Sylvestre)
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