Canada

“Fondi alle Province, il sistema non funziona”

TORONTO – Il programma di armonizzazione fiscale tra le Province non funziona: invece di bilanciare e compensare, crea squilibri, scompensi e instabilità. A scattare l’impietosa istantanea sullo stato di salute del Federal Equalization Program canadese è il Fraser Institute, nel rapporto “Equalization Is Broken: How the Continuous Growth Requirement Inhibits Reform”, presentato ieri. Nello studio viene messo in luce come i cambiamenti introdotti nel 2009 abbiano di fatto annullato il circolo virtuoso creato dal programma e questo, di pari passo, ha alimentato tensioni politiche tra le Province che ha nella rinascita dell’indipendentismo in Alberta il principale segnale.

Secondo il rapporto, il programma federale è fallito, causando 10,5 miliardi di dollari di pagamenti in eccesso a province come il Quebec, l’Ontario e le province Marittime, mentre a rimetterci sono state soprattutto l’Alberta, la British Columbia e il Saskatchewan.

Il think tank afferma che i pagamenti in eccesso sono avvenuti dal 2018 a causa di un difetto di progettazione introdotto nel 2009, noto come “regola del tasso di crescita fisso” – Fixed Growth Rate (FGR) – che collega i pagamenti annuali al tasso di crescita dell’economia: era inteso a limitare gli aumenti annuali di perequazione.

Il programma dovrebbe garantire che tutte le province possano fornire servizi pubblici simili a livelli di tassazione comparabili in tutto il paese.

Il problema – sostiene lo studio -è che la formula attuale non tiene conto del fatto che le capacità fiscali delle province si siano avvicinate nel tempo, mentre la regola del tasso di crescita fissa impone aggiustamenti al rialzo ai pagamenti invece di ridurli.

Alberta, British Columbia e Saskatchewan non ricevano pagamenti sotto questa formula e contribuiscono allo 0,2% delle entrate provinciali in Ontario, all’1,7% di quelle di Labrador e Newfoundland.Per il Quebec rappresentano l’8,4% delle entrate provinciali, il 19,3% in Manitoba, il 20,5% in Nova Scotia, il 20,7% nella P.E.I. e il 23,6% in New Brunswick.

Secondo lo studio, invece di limitare la spesa, la regola FGR agisce ora come un limite minimo). Obbliga il governo ad aumentare i pagamenti per soddisfare il target di crescita del Pil, anche quando il divario reale tra le province si è ridotto. In alcuni anni, questa regola è stata responsabile di oltre il 10% dei costi totali del programma. Per l’anno fiscale 2026/27, si prevede che la regola FGR aggiungerà 740 milioni di dollari di spesa non necessaria.

Il documento inoltre sostiene che finché la regola FGR rimane in vigore, qualsiasi altra riforma è inutile per ridurre i costi. “Il sistema attuale potrebbe scoraggiare le province meno abbienti dallo sviluppare le proprie risorse”, poiché ogni guadagno verrebbe semplicemente “recuperato” o riallocato all’interno del budget fisso.

Gli autori concludono che il programma è “rotto” perché ha perso il legame con la realtà. Un sistema nato per colmare i divari fiscali è ora guidato da un rigido calcolo matematico legato al Pil, ignorando le reali necessità e differenze tra le province.

Nella foto in alto, la House of Commons a Ottawa

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