Il Commento

Toronto ricorda Marcinelle: la comunità italiana rende omaggio alle vittime

TORONTO – Normalmente, ad agosto si tende ad “alleggerire” il tono delle notizie più cupe, quelle che mettono in evidenza tragedie, discriminazioni, sofferenze e ingiustizie sistemiche, anche quando raccontano la capacità di una comunità di reagire, ricostruire e immaginare una società migliore.

L’8 agosto, tuttavia, è una data particolarmente significativa per le vittime dell’indifferenza degli industriali, reale o percepita, nei confronti delle difficoltà dei lavoratori dai quali dipendevano e delle loro necessità fondamentali in quanto esseri umani. Ancora più significativo è il fatto che ricorra l’anniversario di una delle conseguenze più gravi e catastrofiche di una deliberata “politica” di disprezzo e minimizzazione nei confronti dei lavoratori a causa delle loro origini razziali.

L’8 agosto 1956, a Marcinelle, in Belgio, 262 uomini, 136 dei quali italiani, persero la vita quando la miniera di carbone nella quale lavoravano crollò, seppellendoli sul posto. La compassione, allora, non sembrava essere particolarmente abbondante. Queste “persone” erano, dopotutto, gli “schiavi bianchi” d’Europa, per usare un’espressione che sostituiva educatamente una parola oggi vietata anche qui in Nord America.

Ironia della sorte, questo abuso perpetrato dalle classi abbienti ai danni di chi non aveva nulla contribuì ad alimentare il movimento sindacale e l’attivismo sociale di sinistra, che fecero propria la causa dei lavoratori, anche qui in Canada. È diventato una sorta di “medaglia d’onore” per la diaspora italiana, soprattutto qui in Canada, dove purtroppo molte altre tragedie analoghe hanno segnato l’esperienza degli immigrati, come la tragedia di Hogg’s Hollow a Toronto.

Il corpo diplomatico italiano, salvo poche eccezioni, ha fatto della partecipazione alle commemorazioni dell’evento tragico una consuetudine. Le cerimonie sono normalmente organizzate dai Comites, dal National Congress of Italian Canadians e dai Patronati e si svolgono presso il monumento situato all’angolo nord-occidentale di Highway 7 e Islington.

Il nuovo Console Generale Andrea Bertozzi, accompagnato dalla moglie e dal figlio, insieme alla presidente del Centre for Italian Language and Culture, Alberta Lai, e alla sua famiglia, ha guidato la cerimonia.

Erano presenti anche alcuni membri del Parlamento italiano: la senatrice Francesca La Marca e il deputato Christian Di Sanzo, intervenuti di persona, mentre il deputato Di Giuseppe ha partecipato attraverso una dichiarazione preparata.

Presenti inoltre diverse figure politiche locali: il deputato federale Michael Guglielmin, i consiglieri regionali Mario Racco e Gino Rosati, nonché la presidente dello York Catholic District School Board, la trustee Maria Iafrate.

La cerimonia è accompagnata da una significativa dose di solennità e rappresentanza ufficiale, come si addice alle celebrazioni del governo italiano, anche quando si svolgono fuori dai confini nazionali, con la partecipazione di Carabinieri, Bersaglieri e Alpini.

Ancora oggi, a settant’anni dalla catastrofe, le conseguenze di quella tragedia e il sacrificio delle sue vittime continuano a suscitare attenzione, memoria e riconoscimento. Giustamente.

Traduzione in Italiano – dall’originale in Inglese – a cura di Marzio Pelù

Qui sotto, una fotogallery della cerimonia (foto: Corriere Canadese)

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