Riflettori sui Provveditorati fra bilanci e trasparenza
TORONTO – Non voglio rovinare la festa a nessuno. A quanto pare, come Paese abbiamo detto al nostro vicino di casa e partner commerciale — con scambi commerciali annui stimati in 1.300 miliardi di dollari, pari al 56% del nostro PIL annuale, secondo la Camera di commercio canadese — di andar a fan’…Napoli. Il nostro coraggio sarebbe stato evidentemente alimentato da un “disaccordo” riguardante 29 miliardi di dollari, vale a dire circa tre giorni di quel volume d’affari. Viene da pensare, anche se non possiamo saperlo, che la cifra non sia poi così insignificante come potrebbe sembrare a prima vista, perché potrebbe rappresentare il proverbiale “cavallo di Troia” in vista dei negoziati sul CUSMA, ormai imminenti.
Vedremo. Questa è la natura di una federazione nella quale gli “interessi nazionali” sono difficili da stabilire come priorità e terribilmente complessi da attuare e monitorare. Come cittadini, l’impatto del nostro coinvolgimento democratico può essere misurato attraverso il “10-minute democratic exercise”, l’esercizio democratico che richiede dieci minuti di impegno: il tempo necessario per andare a votare, sempre che decidiamo di farlo. La nostra attenzione può però diminuire quando questioni più immediate e locali finiscono in primo piano.
Che ci crediate o no, le amministrazioni comunali e i Provveditorati agli studi, che incidono sulle nostre tasse locali e sul benessere dei nostri figli, assorbiranno gran parte della nostra attenzione. Io appartengo alla categoria di persone che non crede che “più piste ciclabili” siano la pozione magica capace di garantire salute, ricchezza e felicità.
I Provveditorati, le persone che li compongono, le ragioni per cui elaborano determinate politiche, il modo in cui queste vengono amministrate e l’integrità e la responsabilità di chi è al comando sono questioni molto più immediate per le persone direttamente coinvolte dalle loro decisioni. Meritano di essere sottoposte a controllo, perché sono direttamente responsabili nei confronti dei genitori dei bambini affidati alle loro politiche educative e perché il sistema viene sostenuto anche attraverso le tasse versate da questi cittadini.
Quei consigli scolastici — sia dal punto di vista operativo sia da quello delle politiche adottate — sono sfuggiti per troppo tempo a un adeguato controllo. E questa supervisione non è migliorata in modo significativo con l’introduzione del “commissario”. Anzi, quanto fosse scivolata in basso la gestione operativa dei Provveditorati può essere visto nelle lettere che sono arrivate numerose al nostro ufficio riguardo alla salute dei bambini, coinvolti dalle decisioni prese dagli ex trustee su indicazione dei dirigenti.
A queste segnalazioni si aggiungono le critiche tuttora in corso per la decisione di non terminare il contratto di alcuni dipendenti del TCDSB che, nel febbraio 2024, presentarono per l’approvazione un bilancio che mostrava un avanzo di 100 milioni di dollari, mentre nel novembre dello stesso anno ne presentarono uno che mostrava invece un deficit di 40 milioni.
Alcuni dei fiduciari scolastici che hanno sostenuto entrambe le decisioni, e anche altre ancora, stanno cercando di essere rieletti perché “amano” il proprio lavoro, perché apprezzano essere manipolati dal personale amministrativo oppure perché non sono in grado di distinguere i propri obblighi nei fatti e nelle finalità.
Ieri era l’ultimo giorno a disposizione dei funzionari comunali e del personale dei Provveditorati per verificare la veridicità dei documenti presentati dai candidati ai fini della loro eleggibilità. Ad alcuni è già stato comunicato che la loro registrazione sarebbe stata ritirata. Altri potrebbero fare la stessa fine.
In alto, la sede del Toronto Catholic District School Board (foto: Jess / Wikimedia)
More Articles by the Same Author:
- School Boards under the spotlight: budgets and transparency
- Italfest returns to Mississauga with Italian culture, tradition and community celebration
- L’Italfest torna a Mississauga e celebra cultura e tradizioni della comunità italiana
- Time for the rubber to hit the road
- È arrivato il momento della prova dei fatti

