Ontario

Riaperture sospese,
vaccini per categorie a rischio

TORONTO – Un altro passo indietro e nuove direttive per i vaccini. Dopo che la scorsa settimana ha lasciato intendere che l’Ontario in dieci giorni al massimo avrebbe raggiunto un livello tale di vaccinazioni che gli avrebbero permesso di allentare tutte le restanti restrizioni, ieri il Chief medical officer of health Kieran Moore, ha detto che al momento questo progetto è sospeso.

Ieri, durante una conferenza stampa il dottor Moore ha illustrato il piano dell’Ontario per rendere obbligatorie le politiche di vaccinazione per alcuni ambienti ad alto rischio e per iniziare a somministrare terze dosi a coloro che sono a più alto rischio di gravi complicanze da Covid-19.

La media mobile di sette giorni di nuovi casi dell’Ontario è aumentata del 54%, siamo in piena quarta ondata di pandemia e ci sono crescenti preoccupazioni sul fatto che gli ospedali dell’Ontario possano presto vedere un altro afflusso di pazienti Covid-19, prevalentemente di quelli non vaccinati.

Ed è stato proprio l’evolversi della situazione ad aver spinto Moore a sospendere qualsiasi ulteriore riapertura e di emettere una direttiva che richiede ai dipendenti, il personale, gli studenti e i volontari negli ospedali e nelle strutture di assistenza domiciliare e comunitaria di fornire la prova della vaccinazione completa contro il Covid-19, avere una ragione medica per non essere vaccinati o partecipare a un programma educativo sulla vaccinazione. “Le nuove politiche di vaccinazione devono essere implementate in contesti ad alto rischio entro e non oltre il 7 settembre – ha affermato il medico – le persone in questi contesti che non forniscono la prova dell’immunizzazione completa contro il Covid saranno tenute a sottoporsi a test rapidi e completare una sessione educativa sul vaccino”.

Anche il Ministero dell’Istruzione introdurrà un protocollo equivalente per tutti gli operatori dell’istruzione e il personale nelle strutture di assistenza all’infanzia autorizzate, che entrerà in vigore prima dell’inizio dell’anno scolastico. “Mantenere un basso tasso di infezioni nelle nostre comunità e proteggere i più vulnerabili è il modo in cui possiamo custodire le nostre scuole e le nostre attività il più sicure possibile riducendo al minimo le interruzioni”, ha affermato Moore.

Il passaggio alla fase successiva nella roadmap per la riapertura, ha detto in modo chiaro Moore, non avverrà. O meglio occorrerà ancora attendere per revocare la maggior parte delle restrizioni sulla salute pubblica rimanenti. Il medico e altri funzionari della salute pubblica continueranno a monitorare i dati per determinare quando sarà il momento opportuno.

Nel frattempo, la provincia intende intensificare i suoi sforzi per garantire che le persone in contesti ad alto rischio siano vaccinate: oltre a imporre linee guida di vaccinazione per gli operatori sanitari e dell’istruzione, richiederà che anche una serie di altri contesti ad alto rischio che includono istituti post-secondari, case di riposo, rifugi per donne e case di accoglienza e per programmi diurni per adulti con disabilità dello sviluppo seguano le stesse direttive. La provincia sta inoltre ampliando l’ammissibilità al vaccino Pfizer-BioNTech ai bambini nati nel 2009, che quest’anno compiranno 12 anni.

La University Health Network ha già affrontato il nodo vaccinazioni introducendo direttive che richiedono che i suoi dipendenti siano completamente vaccinati contro il Covid-19 o presentino un test negativo prima del loro arrivo al lavoro.

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