Budget 2022,
Ford guarda alle elezioni:
spese per 198 miliardi

di Francesco Veronesi del April 29, 2022

TORONTO - Esenzioni fiscali per i redditi medi e bassi, aumento del salario minimo, stanziamenti a sanità e case di cura a lunga degenza. E piani di spesa record per un totale di 198,6 miliardi di dollari.

È un budget chiaramente di natura elettorale quello presentato ieri pomeriggio a Queen’s Park dal ministro delle Finanze Peter Bethlenfalvy: alla presentazione della manovra lo stesso ministro ha usato per ben 10 volte lo slogan della campagna tory, ’’Get it done’’. Tanto è vero che la Finanziaria di quest’anno non sarà nemmeno votata dall’Assemblea legislativa come accade normalmente. Il parlamento provinciale è stato aggiornato sine die in coincidenza dell’avvio della campagna elettorale in vista del voto del prossimo 2 giugno.

Tra i provvedimenti presentati ieri, che di fatto diventano la piattaforma elettorale del Progressive Conservative di Doug Ford, troviamo l’allargamento della fascia dei cittadini dell’Ontario che potranno usufruire del programma LIFT - Low-Income Individuals and Families - un esenzione fiscale alla quale potranno accedere tutti coloro che hanno un reddito annuo uguale o inferiore a 50mila dollari. Originalmente il programma, attivato per la prima volta nel 2018, era destinato a redditi uguali o inferiori ai 38mila dollari.

Secondo i calcoli del ministero provinciale delle Finanze, con le novità introdotte ieri saranno circa 1,1 milioni di persone che potranno accedere al programma, con un risparmio medio di 300 dollari per l’anno corrente.

Il deficit del prossimo anno sarà probabilmente di 12,3 miliardi di dollari – anche se potrebbe essere scendere e 4,9 miliardi o salire a 17,8 miliardi, a seconda del tasso di crescita economica.

Se l’economia dovesse continuare a crescere a un ritmo rapido mentre il mondo emerge dalla pandemia di COVID-19, l’Ontario potrebbe bilanciare i conti e gestire un surplus di 2,4 miliardi nel 2024-25. Ma lo scenario più probabile è un deficit di 7,6 miliardi quell’anno, che potrebbe salire a 15 miliardi.

Il governo Ford sta scommettendo in grande sulle infrastrutture sanitarie, con 10 miliardi di dollari in denaro aggiuntivo per la costruzione e la riqualificazione degli ospedali nei prossimi 10 anni. I fondi serviranno a costruire nuovi ospedali a Brampton e Mississauga e riqualificheranno altri ospedali a Etobicoke e Scarborough, insieme a una serie di altri progetti in tutta la provincia.

Ci sono anche quasi 4 miliardi di dollari in più per la costruzione di autostrade nella provincia nel prossimo decennio, anche se non è ancora chiaro quanto sarà stanziato nella nuova Highway 413 o nella Bradford Bypass, progetti che dovrebbero costare miliardi da soli e non sono ancora stati messi a gara.

Completamente nuovo è un credito d’imposta rivolto agli anziani fragili che vivono ancora a casa e ricevono assistenza domiciliare da un’infermiera o da un assistente. Il nuovo credito d’imposta per anziani di assistenza domiciliare offrirà ai dichiaranti fiscali di età pari o superiore a un credito del 25% delle spese mediche fino a 6.000 dollari, per un credito massimo di 1.500 dollari. Esclusi gli anziani con un reddito superiore ai 65.000 dollari all’anno. Si prevede che costerà 110 milioni di dollari nel 2022 e aiuterà fino a 200.000 anziani.

Confermata la fine alle tasse di rinnovo degli adesivi per la patente delle auto, con i rimborsi a tutti i proprietari di auto dell’Ontario.

A luglio arriverà anche un taglio di 11 centesimi al litro alle tasse provinciali sulla benzina, in scadenza alla fine del 2022. Il bilancio 2022 prevede che questo taglio delle tasse costerà alla provincia 645 milioni di dollari di entrate perse nel corrente anno fiscale.

Nel documento sono presenti anche ulteriori 3,5 milioni di dollari per misure di preparazione alle emergenze e 96 milioni di dollari in tre anni per equipaggiare e addestrare i servizi di polizia dell’Ontario a rispondere a future proteste e blocchi ai valichi di frontiera terrestri.

In definitiva ci troviamo di fronte a un budget caratterizzato da promesse elettorali, con numerosi provvedimenti mirati ad accaparrarsi le simpatie dell’elettorato tradizionalmente di centrosinistra. Oltre a questo, un dato che pare doveroso sottolineare è quello che per la prima volta dopo due anni ci troviamo di fronte a una manovra non più “covid-centrica”, come quelle dell’ultimo biennio, dove quasi tutte le principali voci di spesa avevano a che fare con i programmi sanitari e di sostegno al lavoro attivati dal governo provinciale per fare fronte alla pandemia.

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