Socialist gun clubs

di James Hansen del January 19, 2022

I socialisti Usa si armano. La frase, letta in Italia, parrebbe paradossale. Ci sono socialisti negli Usa? Le armi non sono “di destra”? Le risposte sono “sì” e, da tempo, “no”.

Il socialismo americano—nuovo e piuttosto ingenuo dal punto di vista europeo—emerge dal lento scambio di ruoli in corso tra il partito Democratico e quello Repubblicano. Il primo, tradizionalmente dei “lavoratori” e vicino ai sindacati, per molti versi ora rappresenta gli interessi del Establishment tecnocratico e amministrativo. I repubblicani, una volta “i ricchi”, sono invece sempre di più—come dimostra la perdurante popolarità dell’improbabile Trump—il partito del popolino rozzo, dei marginali dalla scarsa scolarizzazione e dei “rurali” in opposizione alle grandi città. Il fenomeno assume contorni paradossali nella crescente realtà della sinistra che si arma per potersi difendere dall’ “inevitabile” golpe trumpiano...

Il possesso delle armi da fuoco negli Usa non è mai stato un monopolio della destra. Già nel 2016 un sondaggio rilevava che il 32% dei “progressisti” deteneva un’arma. Da allora c’è stato un fiorire di rifle clubs dichiaratamente di sinistra, dalla Socialist Rifle Association—con sezioni in tutti e cinquanta gli stati americani—alle Pink Pistols, l’associazione di LBGTQ+ portatori d’armi che dichiara di avere ormai 30mila soci.

Il mito d’origine americano, dei “rudi” pionieri che avrebbero eroicamente forgiato un nuovo paese dal nulla, presenta una forte vena di maschilismo che ha reso la vita difficile alla comunità gay. La “checcha” correva seri rischi per strada, forse per la percezione che non sarebbe stato in grado di difendersi. Con la rivendicazione dei diritti di genere degli ultimi anni è arrivata anche una più forte volontà a “farsi rispettare” che ha portato a un’impennata d’interesse per le armi di difesa personale.

Così è nata, nel 2000, l’associazione delle Pink Pistols—le “pistole rosa”. Una portavoce spiega che, di fronte all’ostilità pubblica: “Non vogliamo che ci facciano del male, vogliamo invece che scappino... e la maniera di ottenere ciò è di portare le armi”. Le Pistols nascono più attorno ai problemi di genere che d’identità politica—comunque di sinistra—ma l’idea che anche gli “emarginati” possano approfittare del diritto costituzionale di “detenere e portare le armi” è passata presto alla “sinistra emarginata” socialista.

Le due associazioni più rappresentative della nuova identità politica/armaiola sono la Socialist Rifle Association (SRA)—il cui logo “staliniano” appare a fianco—e la Redneck Revolt. La parola “Redneck” equivale all’italiano “bifolco”. Fa riferimento alla nuca bruciata dal sole di quelli buoni solo a lavorare nei campi. Il gruppo, che vanta 45 sezioni in trenta stati, si dichiara “antirazzista e antifascista”. La SRA ha uno stile più sobrio—nonostante il suo sito venda T-shirt con lo slogan “Trans workers, take up your rifles!”. Esisterebbe per insegnare le tecniche di difesa alle comunità minoritarie... A riprova della missione “difensiva”, fornisce anche assistenza alle popolazioni in caso di disastri naturali.

Questi gruppuscoli non mettono a rischio la sicurezza degli Stati Uniti, ma sono una spia accesa sul costo politico e sociale della debolezza reciproca dei due partiti politici tradizionali. Almeno daranno lavoro a un notevole numero di infiltrati dell’FBI...

Nota Diplomatica esce con il sostegno di: iCorporate, MSC Cruises, Class Editori e Telecom Italia Sparkle

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