Nota Design: V vs. V

di James Hansen del March 16, 2022

Vegetariano vs. Vegano - o viceversa a seconda dei gusti. I vegetariani tuttora sono il doppio dei vegani, ma i secondi vincono dal punto di vista della “tendenza”  e anche sotto il profilo del “business”. Per capire perché, è bene ripassare la differenza fondamentale tra le due discipline alimentari. I vegetariani, salutisti, semplicemente non mangiano la carne, convinti come sono che faccia male.

Il veganismo invece, nato in Inghilterra alla fine della Seconda guerra mondiale, non doveva avere nulla a che fare con la salute. Discendeva piuttosto dal precetto secondo cui sarebbe immorale lo sfruttamento degli animali: era una pratica etica, punto. Tant’è che i vegani “storici” accettavano che quel tipo di alimentazione potesse portare a squilibri dietetici - da riequilibrare con composti sintetici: certo, una pratica disdicevole e per niente naturale, ma anche un sacrificio necessario per comportarsi virtuosamente nei confronti delle creature.

Per il vegetariano, è sufficiente non mangiare la carne: le uova, il formaggio, il burro e così via possono invece essere consumati senza problemi. I vegani, quelli di stretta osservanza, non possono consumare né usare nulla di origine animale. Se fumano, le sigarette devono essere state confezionate senza colla animale. Vanno bene le Winston. Se bevono, va bene l’whisky scozzese, ma non la vodka poiché spesso deve la sua trasparenza al filtraggio attraverso il carbone animale.

Proiettiamo la distinzione tra i due “V” in un ristorante o la grande distribuzione organizzata. Il vegetariano può mangiare tutto quello che è accettabile per il vegano: il vegano, invece, può consumare solo una piccola parte di ciò che mangia un vegetariano. Cosa deve fare allora il ristoratore o una catena di supermercati? È semplice: offrire i piatti o la merce che entrambi possono acquistare.

Così, in un paese come l’Inghilterra - dove i vegetariani sono all’incirca il 7% della popolazione, rispetto al 2% rappresentato dai vegani - i primi si devono accontentare dei prodotti dedicati ai secondi. Gli storici ristoranti vegetariani che prima erano soliti sostituire con eccellenti risultati la proteina della carne con le uova e con il formaggio - prodotti naturali - sempre più sono costretti ad arrangiarsi con i complessi sintetici succedanei adatti ai vegani.

I prodotti per gli “onesti vegetariani di una volta” scompaiono, rimpiazzati da altri che di “onesto” hanno poco, che fingono di essere ciò che non sono attraverso complicate manipolazioni di proteine nate sotto un’altra forma, come gli Whopper vegani di Burger King che appaiono nell’immagine qui sopra. Secondo il Telegraph, nel solo mese di dicembre 2021 sarebbero stati lanciati 682 differenti prodotti alimentari vegani sul mercato inglese, comprese versioni vegane dei formaggini Babybel e Philadelphia. Qualcuno deve mangiare queste cose. Evidentemente, tocca ai vegetariani, lo vogliano o meno.

Nota Design esce con la collaborazione di Intesa SanPaolo

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