Canada

Lavoro e disoccupazione giovanile: offerta e domanda non si incontrano

TORONTO – Il lavoro ci sarebbe anche, ma i giovani che lo cercano e le aziende che lo offrono parlano due lingue diverse. E la disoccupazione giovanile continua a crescere.

È quanto emerge da un sondaggio della Federazione Canadese delle Imprese Indipendenti (CFIB), secondo il quale i giovani sono alla ricerca di lavoro, ma non nei canali in cui le aziende stanno cercando di assumere.

La maggior parte delle piccole imprese preferisce infatti affidarsi a conoscenze personali e reti di contatti per reclutare giovani canadesi: sei su dieci (62%) indicano questo metodo come preferito rispetto alle bacheche di lavoro online (44%). Questa strategia è però in netto contrasto con il comportamento dei giovani in cerca di occupazione: quasi tre su quattro (73%) utilizzano infatti proprio le piattaforme online per trovare offerte di lavoro.

Il divario non è nuovo, ma arriva in un momento in cui il Canada sta affrontando un’elevata disoccupazione giovanile. Secondo Statistics Canada, il tasso di disoccupazione tra i giovani è infatti aumentato più della media generale nel mese di aprile, salendo di 0,5 punti percentuali fino al 14,3% (nel settembre del 2025 la disoccupazione giovanile aveva raggiunto il 14,6%, il livello più alto degli ultimi quindici anni escludendo il periodo della pandemia da Covid-19).

Tornando alle modalità di assunzione, lo studio evidenzia che variano in base al settore. Quasi la metà delle aziende del settore dei servizi professionali — come studi contabili e di ingegneria — utilizza sia le piattaforme online sia programmi di stage e tirocini per assumere personale e più di un terzo ricorre anche ai servizi di orientamento e carriera offerti da scuole e università. Al contrario, settori a contatto diretto con il pubblico come commercio al dettaglio, ospitalità, arti, sono più propensi a utilizzare metodi a basso costo, come i social media, le candidature spontanee e le assunzioni tramite annunci esposti nei negozi.

Le aziende più grandi tendono inoltre a utilizzare un numero maggiore di canali di reclutamento rispetto alle imprese più piccole. In particolare, meno di un terzo delle aziende con 0–4 dipendenti utilizza le bacheche di lavoro online, contro oltre due terzi delle aziende con più di 50 dipendenti.

Un altro dato che emerge è che le strategie di ricerca del lavoro variano da provincia a provincia. In Québec, per esempio, i giovani usano meno le piattaforme online e tendono più spesso ad inviare candidature spontanee, mentre in Ontario sono più inclini a partecipare a programmi di tirocinio od utilizzare i servizi di carriera delle scuole.

Infine, la maggior parte dei piccoli imprenditori dichiara di dare priorità alle competenze trasversali ed all’atteggiamento più che ai titoli di studio o all’esperienza. Più di nove su dieci (91%) affermano di cercare soprattutto un “atteggiamento positivo” o “entusiasmo”, mentre l’84% valorizza la “motivazione”, il 76% la “professionalità” e il 73% le buone capacità comunicative. Tutte qualità che molti giovani di oggi hanno: il problema è riuscire ad “intercettarli”, da qualche parte…

Ma il rapporto sottolinea anche un altro problema: la prospettiva dei giovani mostra che stanno affrontando barriere strutturali e procedurali (oltre che salariali, visto il costo della vita…) che rendono difficile ottenere anche una prima opportunità.

Per rendere più semplice tutta questa situazione, il rapporto della CFIB — intitolato “Bridging the Gap Between Small Businesses and Canada’s Youth” e realizzato dalle analiste Molly MacCormack and Bérengère Fouqueray — raccomanda una serie di azioni rivolte al governo, alle piccole imprese e ai giovani, per rafforzare il legame tra i giovani e le aziende, in particolare le piccole imprese, che da sempre svolgono un ruolo fondamentale nell’aiutare i giovani a ottenere le prime esperienze lavorative e a sviluppare competenze essenziali: il governo è invitato a rendere gli aumenti del salario minimo più prevedibili, ridurre le tasse sul lavoro, semplificare la burocrazia ed estendere i crediti d’imposta e i programmi di sostegno all’assunzione dei giovani, soprattutto attraverso tirocini e programmi di alternanza; le piccole imprese sono incoraggiate a migliorare le offerte di lavoro, a concentrarsi sulle competenze essenziali più che sull’esperienza e a utilizzare più attivamente le piattaforme online e le reti locali; i giovani, infine, sono invitati a rafforzare le competenze trasversali, mostrare iniziativa, adattare le strategie di ricerca del lavoro e affidarsi sia alle reti di contatti sia alle piccole imprese per acquisire esperienza pratica.

Per leggere lo studio completo, cliccare qui:  Work in Progress: Bridging the Gap Between Small Businesses and Canada’s Youth

Foto di StockSnap da Pixabay

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