Canada

Fine vita, modelli diversi a confronto: stretta dell’Alberta, aperture in Québec

OTTAWA – Visioni opposte in Canada sul “suicidio assistito”: l’Alberta ha annunciato che assumerà un maggiore controllo provinciale sull’assistenza medica alla morte (MAID), seguendo formalmente l’esempio del Québec ma con un approccio opposto. Infatti, mentre la provincia francofona ha ampliato l’accesso alla procedura, il governo della provincia delle praterie intende introdurre nuove restrizioni.

Come riferisce il National Post, il Government House Leader dell’Alberta, Joseph Schow, ha anticipato che nella sessione legislativa primaverile verrà presentato un disegno di legge per vietare il MAID a diversi gruppi considerati vulnerabili, tra cui i minori maturi e le persone affette esclusivamente da disturbi mentali o disabilità cognitive prive di una patologia fisica idonea. La proposta prevede inoltre il divieto delle cosiddette “richieste anticipate”, già autorizzate in Québec, che consentono di ottenere in anticipo l’approvazione alla morte assistita. Secondo Schow, l’intervento provinciale si rende necessario a causa dell’assenza di adeguate salvaguardie nel programma federale, operativo da quasi dieci anni. Ottawa, ha affermato, ha progressivamente ampliato l’accesso al MAID e prevede di estenderlo anche alle persone la cui unica condizione medica sia una malattia mentale, una possibilità attualmente sospesa fino al marzo 2027.

La premier Danielle Smith aveva già indicato lo scorso settembre l’intenzione di rafforzare le tutele, incaricando il procuratore generale di elaborare una normativa che limiti l’accesso alla procedura nei casi legati esclusivamente alla salute mentale.

Il MAID è legale in Canada dal 2016, dopo una sentenza della Corte Suprema che ha annullato il divieto penale del suicidio assistito. In origine era riservato agli adulti capaci la cui morte fosse “ragionevolmente prevedibile”, ma una decisione della Corte Superiore del Québec ha portato nel 2021 a una revisione della legge federale che ha ampliato significativamente i criteri di accesso. Pur trattandosi di un quadro giuridico federale, le province mantengono competenze sulla sua applicazione nei sistemi sanitari locali.

Il Québec ha continuato a liberalizzare l’accesso approvando nel 2023 una legge che consente alle persone nelle fasi iniziali di malattie degenerative, come l’Alzheimer, di presentare richieste anticipate prima di perdere la capacità di fornire consenso informato. Ottawa non ha modificato il Codice Penale per recepire questa misura, ma ha dichiarato che non impugnerà la normativa provinciale. La provincia francofona guida stabilmente il Paese per numero di decessi tramite MAID: nel 2024 ha rappresentato il 36% dei casi registrati a livello nazionale pur contando soltanto il 22% della popolazione canadese. L’Alberta, con circa l’11% della popolazione, ha registrato il 7% dei decessi. Secondo Jasmin Lemieux-Lefebvre, ricercatore dell’organizzazione quebecchese “Living with Dignity”, il forte sostegno al MAID riflette una specificità culturale della provincia dove gran parte della società civile si dichiara favorevole.

Di segno opposto la posizione di alcune organizzazioni dell’Alberta. Trish Bowman, direttrice del gruppo per i diritti delle persone con disabilità “Inclusion Alberta”, accoglie positivamente l’iniziativa del governo provinciale, definendola «una questione letteralmente di vita o di morte». Bowman – come riferisce lo stesso articolo del National Post – sottolinea l’urgenza di introdurre nuove tutele prima della scadenza della moratoria federale relativa ai casi basati su malattie mentali. Tuttavia, ha evidenziato anche una contraddizione nelle politiche provinciali: mentre si rafforzano le restrizioni sul MAID, si riducono i benefici destinati alle persone con disabilità. «Servirebbe una politica sociale più coerente e completa a sostegno delle persone vulnerabili», conclude Bowman.

Foto di Stephen Andrews da Unsplash

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