Il Benedetto Croce antifascista
di Fabio Rizi: un eroe umano

di Alessio Aletta del February 22, 2022

TORONTO – In occasione del settantesimo anniversario dalla morte di Benedetto Croce, L’Istituto Italiano di Cultura di Toronto presenta giovedì prossimo la traduzione italiana del saggio di Fabio Rizi “Benedetto Croce e il Fascismo italiano”, originariamente pubblicato in inglese dalla University of Toronto Press nel 2003.

Benedetto Croce è stato probabilmente il pensatore più influente e versatile del nostro Novecento: leggendaria la sua laboriosità, che lo portava, forse come valvola di sfogo per la sua tragica storia familiare (aveva perso entrambi i genitori in un terremoto a soli diciassette anni), a immergersi per intere giornate nello studio e nella scrittura. Attraverso questa quotidiana e instancabile attività, Croce ha dato contributi fondamentali (per quanto non sempre ancora attuali) non solo al campo della filosofia, ma anche della storiografia e della critica letteraria. Almeno altrettanto importante, tuttavia, fu il suo impegno nella politica: oltre a ricoprire la carica di Ministro dell’Istruzione (1920-21), Croce fu uno dei pochissimi intellettuali ad opporsi esplicitamente al fascismo, scrivendo nel 1925 il famoso “Manifesto degli intellettuali antifascisti” (in contrapposizione al “Manifesto degli intellettuali fascisti” dell’ex-amico Giovanni Gentile), e l’unico che il regime non osò toccare.

Lo studio di Rizi approfondisce questa famosa vicenda, chiarendo come la formazione politica di Croce lo portò a sposare la causa antifascista dopo una prima fase di adesione (basti pensare al voto di fiducia – sia pure condizionata – a Mussolini dopo il delitto Matteotti) e una serie di posizioni anche contraddittorie (si oppose alla guerra coloniale in Etiopia, ma obbedì alla richiesta di restituire la medaglia d’oro senatoriale).

Rizi fornisce una serie di spiegazioni alla decisione da parte di Mussolini di tollerare questo noto oppositore: da un lato il filosofo godeva di un ineguagliato prestigio internazionale che ne avrebbe fatto un bersaglio problematico, dall’altro la politica repressiva del regime si concentrava sui mezzi di comunicazione di massa piuttosto che su singoli personaggi isolati; e d’altronde Croce era attento, nella sua opposizione al fascismo, a non uscire dai limiti imposti dalla legge. Questo non vuol dire che l’antifascismo crociano fu solamente passivo, come è stato sostenuto da alcuni: tra la rete di contatti instaurata con le più note personalità antifasciste all’estero, l’aiuto finanziario fornito ai perseguitati, la manifesta critica alle leggi razziali e gli scritti militanti presso la casa editrice Laterza, fino al diretto coinvolgimento nel colpo di stato che portò alla caduta di Mussolini, le prove del sincero e diretto coinvolgimento di Croce alla lotta al fascismo non sono discutibili. Lo studio di Rizi, insomma, evita la celebrazione agiografica di Benedetto Croce antifascista, ma, mettendone in luce le contraddizioni e gli inevitabili lati d’ombra, ne fornisce un ritratto autentico, che ne coglie insieme – attraverso uno studio certosino e documentatissimo – l’eroismo e l’umanità.

La presentazione del volume, che vedrà intervenire l’autore, la traduttrice Maria Laura Mosco, e gli studiosi Stanislao Pugliese, Roberto Ventresca, Nicola Mattoscio e Alessandra De Nicola, si terrà via Zoom il 24 febbraio alle 12.30 (ora di Toronto); la partecipazione è libera ma è richiesta la registrazione, che si può effettuare sul sito https://iictoronto.esteri.it

Nella foto, la copertina di “Benedetto Croce e il fascismo italiano”

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