I portici di Bologna
candidati all’Unesco

di Alessio Aletta del April 13, 2021

BOLOGNA – «Questa vecchia, rispettabile, dotta città, con le sue folle di gente che, protette dal sole e dal maltempo grazie ai portici fiancheggianti quasi tutte le vie, possono andar su e giù, attardarsi a curiosare, far compere e badare agli affari». Così un turista d’eccellenza, Johann Wolfgang von Goethe, descriveva Bologna nel suo “Viaggio in Italia”.

Ancora oggi, la caratteristica forse più memorabile del capoluogo emiliano sono i suoi interminabili portici: Bologna è la città più “coperta” del mondo, con tra i quaranta e i sessanta chilometri di strade porticate (a seconda delle stime). Questa peculiarità risale addirittura all’undicesimo secolo (la prima testimonianza è del 1046) e sembrerebbe legata, almeno all’origine, a un episodio di abusivismo edilizio medievale.

Infatti, anche grazie alla fondazione della prima università d’Europa, Bologna conobbe un’esplosione demografica mai vista prima: occorreva creare urgentemente nuovi spazi abitativi. Prese allora piede l’usanza di prolungare i piani superiori delle abitazioni con travi e mensole in legno, i cosiddetti “beccadelli”, di fatto proiettando le case sulla pubblica strada.

In seguito si rese necessario puntellare queste strutture con colonne e pilastri, ed ecco nascere i caratteristici portici bolognesi.

Il porticato è uno spazio architettonico estremamente suggestivo: mediando tra interno ed esterno, crea la sensazione di essere a casa mentre si cammina per strada; quando si incontra uno sconosciuto, è come se fosse in qualche modo un coinquilino.

I portici bolognesi rappresentano «una società che ha fatto della convivenza tra genti la propria forza» spiega la vicesindaca Valentina Orioli. Per questo è partita la proposta di rendere questo complesso urbano Patrimonio mondiale dell’umanità Unesco.

Bologna ha quindi preparato un dossier con dodici tratti di vie porticate giudicati più rappresentativi (tra cui il colonnato di Santa Lucia, Piazza Maggiore, Via Farini, Via Zamboni).

Un comitato tecnico internazionale deciderà se accogliere o rifiutare la proposta entro il prossimo luglio.

Nella foto, i portici di Bologna

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