Il Commento

Candidati: conoscete il vostro scopo e dovere

TORONTO – Il Corriere Canadese è sommerso dalle richieste di pubblicare articoli su campagne volte a sostenere questo o quel candidato alla carica di trustee (consigliere scolastico). Alcuni candidati meritano di essere sostenuti. Noi preferiamo informare i nostri lettori sulle questioni in gioco e sulla capacità dei candidati di comprenderne l’importanza per l’elettorato che essi — i trustee — sono chiamati a servire. Quando si tratta di affrontare il ruolo dei candidati alle cariche elettive nel settore dell’istruzione, per un quotidiano in lingua italiana è un compito relativamente semplice.

L’istruzione è un grande settore economico in Ontario: in termini di dollari, si tratta di 32 miliardi di dollari all’anno stanziati dal governo provinciale per l’istruzione dalla scuola dell’infanzia fino al Grade 12, per circa due milioni di studenti. I fondi vengono distribuiti in base alla classificazione utilizzata ai fini della valutazione immobiliare, secondo le definizioni costituzionali, come sistema pubblico o cattolico. I proprietari di case, per impostazione predefinita, sono considerati sostenitori del sistema pubblico, a meno che non forniscano la conferma di essere certificati come cattolici [romani].

Tale certificazione consente ai genitori di iscrivere i propri figli nei Catholic District School Boards e di richiedere un programma scolastico coerente con i riti, la cultura e i valori di quella religione. Il denaro destinato a questo diritto costituzionale viene raccolto attraverso il Comune e proviene dalla Provincia, che stabilisce gli obblighi minimi relativi al curriculum e ai requisiti per gli insegnanti accettabili nelle scuole cattoliche. Ciò consente inoltre ai contribuenti cattolici di candidarsi alle cariche elettive per assolvere il dovere fiduciario, implicito ed esplicito, che deriva dal loro ruolo di trustee a tale scopo.

Nessun trustee ha la libertà di introdurre un ethos diverso da quello stabilito dal magistero per coloro che accettano tale responsabilità fiduciaria. In quanto istituzione laica, rispettiamo il ruolo della Chiesa nei sistemi scolastici a designazione cattolica, così come chiediamo al Ministero dell’Istruzione di rispettare l’altro criterio che determina le esigenze del sistema: la lingua.

Il Ministro e il Consiglio dei Ministri hanno deciso di porre diversi Provveditorati sotto la supervisione di persone il cui rapporto con gli obiettivi educativi e formativi è difficile da comprendere. Sembrano accontentarsi del fatto che alcuni “ex dirigenti di alto livello” rimangano nei loro incarichi amministrativi, nonostante il disastro gestionale emerso dalle indagini condotte sulle loro attività.

Fortunatamente, nessuno di questi “esperti” di istruzione è candidato a una carica elettiva. Alcuni trustee, a quanto pare, “non hanno ricevuto il memo”.

Maria Rizzo, ex presidente del TCDSB e tuttora trustee, cerca la rielezione. Perché? Ha inviato messaggi attraverso account di posta elettronica il cui contenuto, per usare un eufemismo, suggerisce che potrebbe stare lavorando per il capo sbagliato.

Neanche una parola sull’istruzione cattolica.

Come risulta dalla lettera che potete leggere qui, fornita al Corriere a titolo informativo perché la fonte non era autorizzata a parlare a suo nome, Rizzo ritiene che l’unica questione della campagna sia se Toronto continuerà ad avere una rappresentanza significativa, eletta localmente, nell’istruzione pubblica.

Si può essere d’accordo o meno sul fatto che si tratti di poco più che di un sermone politico di parte e funzionale ai propri interessi.

Per coloro che parteciperanno ai dibattiti, ponete a lei — e agli altri candidati — questa domanda:

“Dove vivete e quale designazione compare nel registro di valutazione immobiliare?”

Nella foto in alto: Frank Benedetto, il commissario straordinario del TCDSB (da https://www.fmlaw.ca/lawyers/frank-a-benedetto/)

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