Scienza e buonsenso contro anti-mask, no vax e negazionisti 

di Francesco Veronesi del December 29, 2020

TORONTO - È ormai ai titoli di coda questo maledetto 2020. Un anno, quello che sta per finire, che sicuramente ci ricorderemo per tutta la vita. La pandemia di Covid-19 ha profondamente cambiato il nostro modo di vivere, i rapporti e le relazioni con gli altri, le nostre abitudini. Il coronavirus si è portato via in tutto il mondo 1.767.000 persone, alla faccia dei negazionisti di turno che considerano il Covid poco più di un'influenza stagionale.

Questa pandemia ha colpito duramente e senza alcuna pietà le fasce più deboli e più fragili della nostra società: gli anziani, e in particolare quelli già debilitati da mali pregressi, qui in Canada, come in Italia e nel resto del mondo.

In questi mesi da più parti è stato fatto il paragone tra questa pandemia con quella dell’influenza spagnola del 1918, l’epidemia globale che infettò mezzo miliardo di persone in tutto il mondo, uccidendone oltre 50 milioni.

Oggi come allora affrontiamo un nemico invisibile con le stesse armi: mascherine, distanziamento sociale e costante pulizia delle mani.

Oggi come allora dobbiamo fare i conti con una piccola ma agguerrita frangia di persone che si rifiutano di ascoltare cosa ci dice le scienza. Gruppi no vax che si oppongono al vaccino, fazioni anti-mask contrarie all’uso della mascherina, negazionisti e cospirazionisti che vedono dietro la pandemia un disegno oscuro di un presunto nuovo ordine mondiale che ha come obiettivo il comprimere i nostri diritti, con la creazione di una "dittatura sanitaria" che si reggerebbe sulle nostre paure e sulla minaccia costituita dal Covid. Niente di nuovo, come sempre la storia ripete se stessa.

Nel 1919 a San Francisco, nel bel mezzo della seconda ondata di spagnola, nacque la Anti-Mask League, un’organizzazione che si opponeva all’obbligo di mascherina alla quale aderirono dalle 4mila alle 5mila persone. Anche allora si sosteneva che il governo volesse limitare i diritti dei cittadini.

Oggi la galassia negazionista è molto più variegata. In Italia nelle ultime settimane sono scesi in piazza i gillet arancioni, i neo fascisti di Forza Nuova e le vecchie organizzazioni no vax.

Qui in Canada abbiamo avuto qualche manifestazione, per fortuna con pochissimo seguito. Prima di Natale a Toronto abbiamo assistito alla pagliacciata della sfilata di Santa Claus, centinaia di persone tutte rigorosamente senza mascherina. Tra gli organizzatori c’era anche Chris Sky, al secolo Christopher Saccoccia, il controverso negazionista italocanadese più volte arrestato per non aver rispettato le ordinanze anti Covid emesse dalle autorità. Ogni organizzazione ha la leadership che si merita, evidentemente.

Ma rispetto alla pandemia della spagnola, oggi abbiamo un’arma in più. I vaccini Pfizer e Moderna sono stati approvati dagli enti regolatori del Canada, degli Stati Uniti e dell’Unione europea, che ne hanno certificato l’efficacia contro il Covid e la sicurezza sull’essere umano. La vaccinazione di massa è iniziata in tutto il mondo e nei prossimi mesi dovremmo essere in grado di arrivare alla tanto agognata immunità di gregge contro questo coronavirus.

E ovviamente per i negazionisti vicini e lontani si è aperto un altro fronte. Il vaccino - sostengono - fa male all’essere umano e rappresenta un ulteriore tassello del progetto portato avanti dietro le quinte della grandi case farmaceutiche e da chi tira le fila nel nuovo ordine mondiale.

Bene, viviamo in una società libera e democratica e ognuno può legittimamente esprimere la propria opinione. Non sono un virologo e non possiedo un background professionale né conoscenze scientifiche per stabilire se il vaccino sia effettivamente la panacea contro questo Covid-19. Ma molto probabilmente, nel momento in cui dovrò decidere se farmi vaccinare, guarderò le foto di Anthony Fauci che si fa inoculare il vaccino e le immagini del nostro Saccoccia che sbraita senza mascherina davanti a una folla di negazionisti. Non credo che sarà poi molto difficile decidere cosa fare.

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