Peso della pandemia
e nuove spese,
ecco l'update fiscale

di Francesco Veronesi del December 13, 2021

TORONTO - Fare il punto sullo stato di salute delle finanze canadesi e capire se esistano i presupposti per programmare un rientro dal deficit a lunga scadenza. Sono questi i due temi centrali alla vigilia della presentazione del nuovo update fiscale da parte del governo federale, alla luce anche delle ulteriori spese approvate per fare fronte all'emergenza Covid-19 e della crescente incertezza legata allo sviluppo della nuova variante Omicron in Canada e nel resto del mondo.

Il ministro della Finanze Christya Freeland deve comunque partire da dei dati di fatto non troppo incoraggianti: nello scorso anno fiscale il Canada ha registrato un deficit record di 354,2 miliardi di dollari, mentre nell'anno fiscale in corso il rosso di bilancio ruota attorno a quota 155 miliardi di dollari, una cifra questa destinata comunque a salire nei prossimi mesi. Il governo federale, infatti, ha ribadito come l'ultimo pacchetto di provvedimenti varato dopo il voto con l'obiettivo di aiutare le famiglie, i lavoratori e le imprese canadesi in questa fase della pandemia avrà un costo complessivo di circa 7,4 miliardi di dollari.

Lo stato di emergenza, unito all'incertezza che stiamo vivendo in questa quarta ondata dalla pandemia, potrebbe determinare un'ulteriore zavorra nei conti pubblici, con i previsti piani di rilancio e di investimenti che saranno rimandati sine die, fino a quando cioè non ci sarà un allentamento della morsa del Covid sulla nostra economia.

Ma non è solamente la situazione legata alla pandemia a destare preoccupazione: esistono altri fattori dei quali il governo per forza di cose dovrà tenere conto per avere un'istantanea esaustiva dello stato di salute della nostra economia. L'inflazione, ad esempio, ha raggiunto livelli record mai visti negli ultimi 18 anni: il costo della vita - dai prodotti energetici fino a quelli alimentari - ha un peso molto rilevante sulle finanze dei consumatori e le previsioni fatte non più tardi della scorsa settimana parlano di una probabile crescita dell'inflazione anche per la prima metà del 2022.

A questo bisogna aggiungere l'aumento progressivo del costo delle case e, più in generale, un mercato immobiliare ormai fuori controllo con il rischio bolla dietro l'angolo.

Infine, e questo ormai è un dato ricorrente, la direzione che prenderà la pandemia è del tutto imprevedibile: non si può infatti non tenere conto di ipotizzare lo scenario peggiore, quello cioè di una crescita esponenziale dei contagi legati alla variante Omicron e i conseguenti lockdown a livello provinciale, così come è accaduto in tutto il Paese durante le precedenti ondate della pandemia.

Insomma, a una situzione fiscale già traballante, con i conti perennemente in rosso da due anni e con i piani di rientro dal deficit ancora in alto mare, si potrebbe aggiungere una nuova chiusura dell'economia. Una miscela micidiale per i piani di crescita e di sostegno all'economia, che invece di decollare dovrebbe ancora una volta fare i conti con limitazioni e restrizioni legate alle politiche di contenimento del contagio. In definitiva, il governo ha davanti a sé una sfida davvero imprevedibile.

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