Ancora caos vaccini, questa settimana
stallo completo di Moderna 

di Francesco Veronesi del February 9, 2021

TORONTO - Prosegue a singhiozzo la campagna di vaccinazione contro il Covid-19 in Canada. Tra ritardi, rallentamento delle forniture, polemiche e dubbi sull’efficacia per le nuove varianti, la battaglia contro il Covid nel nostro Paese registra questa settimana l’ennesimo passo falso, dopo la partenza incoraggiante del mese scorso.

Moderna ha confermato che per i prossimi sette giorni non invierà nemmeno una dose in Canada, e anche nell’immediato futuro dovrebbero esserci dei tagli significativi nelle forniture previste dal contratto siglato con il governo federale.

Come era già successo con la Pfizer, che aveva diminuito in modo significativo le dosi inviate in Canada per problemi logistici legati alla produzione in uno stabilimento in Belgio, anche Moderna ha scelto la tattica dello scaricabarile. Il contrattempo che ha provocato lo stallo delle forniture destinate al nostro Paese sarebbe riconducibile - ha fatto sapere la multinazionale farmaceutica - al rallentamento della produzione negli stabilimenti di Lonza, compagnia svizzera partner della stessa Moderna.

Ad alimentare la polemica sono anche lo modalità scelte dall’azienda che ha sviluppato il vaccino sull’invio delle dosi in Canada. Le consegne infatti avvengono ogni tre settimane e nel caso di rallentamento della produzione non c’è alcuna possibilità di riassorbire il ritardo nei ventuno giorni successivi.

Stando alla tabella di marcia stilata dal governo federale e dalla stessa compagnia, Moderna avrebbe dovuto consegnare 230mila dosi di vaccino la scorsa settimana: in realtà - ha dichiarato il generale Dany Fortin, a capo della task force federale per la campagna di vaccinazione - di dosi ne sono arrivate appena 180mila. La prossima consegna, quella prevista per il 22 febbraio, dovrebbe essere di 250mila dosi ma Moderna ha già annunciato che ne arriveranno molto meno.

Nel frattempo i continui ritardi stanno mettendo in difficoltà anche le singole province. Sempre secondo le autorità mediche canadesi, le regioni hanno già utilizzato circa il 90 per cento delle dosi che sono state inviate in precedenza. In mancanza di un aumen-to delle forniture, si potrebbe arrivare allo stop entro breve.

Nel frattempo la ministra incaricata Anita Anand ha cercato di evitare le polemiche, affermando nel fine settimana che il peggio è alle spalle per quanto riguarda i ritardi nelle consegne dei vaccini.

Contemporaneamente è atteso per questa settimana il via libera da parte di Health Canada al vaccino Astrazeneca. L’ente regolatore sta passando al vaglio l’efficacia e la sicurezza per un vaccino che è già stato approvato in Europa. Ma le notizie di ieri riguardo l’efficacia dell’Astrazeneca contro la variante sudafricana - appena il 10 per cento - sono tutt’altro che confortanti.

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