Canada-Cina, l’acciaio blocca un’intesa duratura sulla canola
TORONTO – Il Canada non è riuscito a ottenere un accordo duraturo sui dazi cinesi alla canola (varietà canadese di colza, usata per produrre olio) a causa della mancata revoca di ulteriori tariffe “antidumping” sull’acciaio cinese. Lo ha ammesso – come riferisce CTV – il ministro federale dell’Agricoltura, Heath MacDonald (nella foto sopra, da Twitter X – @CornwallHeath), spiegando che la rigidità del Canada sul fronte dell’acciaio ha limitato il margine di manovra del primo ministro Mark Carney durante il recente viaggio in Cina.
L’intesa siglata a Pechino nei giorni scorsi prevede solo una sospensione temporanea dei pesanti dazi su canola e prodotti ittici canadesi: dieci mesi, a partire da marzo, senza estensione oltre la fine del 2026. In cambio, la Cina ha ottenuto un accordo quinquennale che le garantisce accesso al mercato canadese dei veicoli elettrici.
Interpellato da CTV sui motivi dell’intesa a breve termine, MacDonald ha indicato come principale ostacolo le “esenzioni relative all’acciaio”, aggiungendo che «c’è ancora del lavoro da fare» su questo dossier.
Il tema è particolarmente sensibile per il Canada, dal momento che l’industria nazionale dell’acciaio e dell’alluminio — concentrata soprattutto in Ontario e Québec — è già sotto pressione dopo l’imposizione di dazi del 50 per cento da parte degli Stati Uniti decisa dal presidente Donald Trump.
Nel corso di un’intervista rilasciata alla giornalista Vassy Kapelos a “Power Play” su CTV, MacDonald non ha escluso che un’eventuale estensione delle esenzioni dai dazi cinesi per canola, aragoste, granchi e piselli possa essere legata alla riduzione delle tariffe canadesi sull’acciaio cinese, pur rimandando la questione al ministro dell’Industria Melanie Joly.
Dopo l’incontro con il presidente cinese Xi Jinping, Carney ha definito “storico” l’accordo raggiunto, che porterà a una riduzione dei dazi sui semi di canola fino a circa il 15 per cento, rispetto all’attuale 84 per cento. Il governo canadese prevede inoltre la revoca, entro il 1° marzo, dei dazi antidisciminatori su farina di canola, aragoste, piselli e granchi. Secondo Ottawa, tuttavia, un alleggerimento strutturale delle tariffe agricole resta subordinato alla disponibilità del Canada a ridurre la sovrattassa del 25 per cento su ulteriori prodotti cinesi in acciaio e alluminio.
L’accordo firmato la scorsa settimana consente al momento esenzioni solo per 66 categorie di prodotti, contro le 182 colpite dalle tariffe introdotte nell’ottobre 2024 dal precedente governo Trudeau per contrastare il dumping cinese, in parallelo con la sovrattassa del 100 per cento sui veicoli elettrici cinesi. MacDonald ha riconosciuto che la delegazione canadese ha operato sotto forte pressione a Pechino, con l’obiettivo di ottenere rapidamente almeno un’intesa sulla canola. «Dovevamo agire subito», ha dichiarato, sottolineando il ruolo centrale svolto da Carney nel costruire un rapporto diretto con Xi Jinping.
Il governo federale punta ora ad aumentare le esportazioni verso la Cina del 50% entro il 2030. Nel frattempo, è arrivata una notizia positiva per il settore zootecnico: il ministro ha annunciato la ripresa delle esportazioni di manzo canadese verso la Cina, sospese dal 2021 dopo un caso di encefalopatia spongiforme bovina rilevato in Alberta.
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