Carney: negoziato sui dazi si sta intensificando
TORONTO – Il negoziato con gli Stati Uniti sul fronte dazi si sta intensificando. A confermarlo è Mark Carney, quando ancora non sono stati ufficializzati tutti i dati della storica vittoria dei democratici in quello che è stato visto come un referendum in America contro Donald Trump e le sue politiche. Secondo il primo ministro, la trattativa sul commercio tra i due Paesi ha ripreso vigore dopo lo stop di fine agosto. La base di partenza rimane la bozza d’accordo che era stata accettata durante il negoziato da ambo le parti, senza però gli ultimi provvedimenti aggiunti da Washington all’ultimo momento, modifiche che di fatto hanno costretto i funzionari di Ottawa ad alzarsi dal tavolo della trattativa.
Ora, ovviamente, nelle dinamiche del negoziato entra prepotentemente un altro elemento, quello della clamorosa sconfitta dei repubblicani alle elezioni di Midterm.
L’inquilino della Casa Bianca, infatti, non avrà più il controllo del Congresso, visto che i Dem hanno conquistato la maggioranza dei seggi sia alla Camera che al Senato. E già lungo tutta la durata della guerra commerciale, i due rami del parlamento americano seppur a maggioranza Gop non avevano nascosto il loro scetticismo sulle politiche protezionistiche del presidente americano. Ma la posizione del Congresso era stata sempre accantonata da Trump, che ora invece dovrà ricalibrare il suo atteggiamento. In termini pratici vuol dire tutto e niente: di fatto le tariffe rimangono, fino a quando l’amministrazione guidata dal tycoon non deciderà di cambiare direzione.
Ma è evidente che Donald Trump in questo momento ha dei problemi molto più urgenti rispetto alle scaramucce con Ottawa, essendo di fatto nella scomoda posizione di “anatra zoppa”. Forse converrebbe anche a lui chiudere il più velocemente possibile la querelle con il nostro Paese per poter focalizzarsi sui problemi interni e su quelli internazionali, a partire dalla guerra con l’Iran e al conflitto in Ucraina.
Per quanto riguarda le reazioni al voto negli Usa, Carney non si è espresso direttamente, lasciando la parola al ministro Dominic LeBlanc, che ovviamente è stato molto prudente. “Non commentiamo i risultati elettorali di un altro Paese – ha detto con un mezzo sorriso rivelatore sulla bocca – ma preferiamo fare un augurio di buon lavoro a tutti coloro che hanno conquistato una posizione al Congresso e ai nuovi governatori”.
Nel frattempo, alla trattativa sui dazi e al dopo voto americano si sovrappone un altro elemento di estrema importanza, la presentazione del Budget che avverrà questo pomeriggio alla House of Commons. Il provvedimento del ministro delle Finanze François-Philippe Champagne includerà – secondo le anticipazioni di questi ultimi giorni – misure per il sostegno alla crescita e investimenti nelle infrastrutture.
Inoltre nella Manovra 2026 saranno contenute anche le nuove quote riservate da Ottawa all’immigrazione, con le previsioni che parlano di un rialzo rispetto allo stop degli ultimi anni.
In alto, Mark Carney (foto: X – Carney)

