Emergenza cibo in Canada: oltre 2,3 milioni di visite ai banchi alimentari in soli trenta giorni
TORONTO – Nell’arco di un solo mese, più di 2,3 milioni di canadesi si sono rivolti ad un banco alimentare per poter mangiare. E più di 770mila di queste persone sono bambini. Nel Canada “inclusivo” e delle “grandi opportunità per tutti”, è questa la triste realtà descritta, numeri alla mano, nel nuovo rapporto di Food Banks Canada secondo il quale il numero di cittadini in difficoltà a causa dell’insicurezza alimentare continua ad aumentare, anno dopo anno.
Il report dell’organizzazione no-profit, intitolato “Hunger Count 2006” e pubblicato mercoledì, evidenzia come la crisi del costo della vita e le pressioni economiche stiano gravando pesantemente su milioni di canadesi che vivono in condizioni di insicurezza alimentare.
“Dal 2021 – si legge nell’introduzione del rapporto – i prezzi dei generi alimentari sono aumentati di circa il 30%, i costi abitativi del 28% e quelli dei trasporti di quasi il 24%. Non si tratta di spese superflue, ma di beni e servizi essenziali (…) alla fine del 2025 le famiglie con reddito più basso destinavano a cibo, alloggio e trasporti una somma equivalente al 112% del proprio reddito disponibile, rispetto al 91% di quattro anni prima”, cercando di “colmare questa differenza attingendo ai risparmi, chiedendo prestiti, accumulando debiti, rimandando i pagamenti e sacrificando la propria sicurezza finanziaria a lungo termine per far fronte alle necessità immediate. Ma queste strategie hanno dei limiti. Man mano che i risparmi si esauriscono e i debiti aumentano, anche le decisioni quotidiane diventano sempre più difficili. Quando le famiglie devono destinare quasi tutte le proprie risorse alle spese essenziali, persino un piccolo imprevisto può trasformarsi in una crisi…”.
E quando la crisi arriva, non resta che il banco alimentare per poter almeno mangiare. L’indagine annuale di Food Banks Canada ha registrato 2.355.075 visite ai banchi alimentari in tutto il Canada nel marzo 2026, dunque in un solo mese, con un aumento dell’8,7% rispetto al precedente record del marzo 2025, quando le visite avevano superato i due milioni (dal 2019, l’aumento è addirittura del 116,8%). E secondo il rapporto, un terzo delle visite ai banchi alimentari registrate quest’anno, pari a 775.658, ha riguardato bambini.
L’affluenza ai banchi alimentari è ormai così elevata che uno su cinque in Canada esaurisce le proprie scorte prima di riuscire a soddisfare le necessità di tutti gli utenti. «Molte persone che prima facevano donazioni ai banchi alimentari ora si ritrovano ad aver bisogno degli stessi servizi», afferma Kirstin Beardsley, direttrice generale di Food Banks Canada (fonte: Global News / The Canadian Press). «Avere un lavoro non è più sufficiente a garantire che non si abbia bisogno di rivolgersi a un banco alimentare», aggiunge, perché per alcuni «non c’è più alcun margine nel bilancio familiare per affrontare altre spese», si stanno «esaurendo tutte le alternative» nel tentativo di conciliare le spese essenziali, come l’affitto, con l’aumento dei prezzi del cibo. Infatti, secondo il rapporto il 18% di chi si è rivolto ai banchi alimentari ha un lavoro: quasi un utente su cinque è occupato (una cifra che cresce: nel 2019 la percentuale era del 12,2%). Avere un impiego, quindi, non garantisce più di riuscire a sostenere le spese essenziali. Inoltre, il 72% degli utenti è in affitto: quasi tre su quattro devono fare i conti con costi abitativi elevati e non hanno abbastanza soldi per comprare da mangiare.
In sintesi, il rapporto lancia un avvertimento: la fame non è soltanto una conseguenza della povertà, ma anche il segnale di un sistema in cui il lavoro e il reddito non sono più sufficienti a garantire l’accesso ai beni essenziali. Dunque, secondo Food Banks Canada occorre intervenire in modo strutturale, raddoppiando il Canada Workers Benefit (cioè il sostegno ai salari) per i lavoratori a basso reddito, ampliando l’offerta di alloggi accessibili e, infine, investendo fino a 500 milioni di dollari canadesi nelle infrastrutture della rete dei banchi alimentari.
Il report, ricco di dati, può essere consultato e scaricato qui (il grafico in alto è tratto dal report di Food Banks e da noi tradotto in italiano)
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