Piste ciclabili, bloccata la prima rimozione
TORONTO – I ciclisti di Toronto sono scesi in strada per impedire la rimozione della pista ciclabile sul tratto di Bloor Street West, a Etobicoke (all’incrocio tra Bloor Street e Islington Avenue), che era in programma martedì sera nell’ambito del piano del governo dell’Ontario per rimuovere le piste ciclabili da tre importanti arterie di Toronto. I lavori sono stati bloccati poco dopo le ore 20, quando un gruppo di ciclisti ha circondato i camion della squadra incaricata degli interventi, impedendo loro di muoversi.
La protesta si è inserita in una mobilitazione più ampia organizzata martedì pomeriggio, quando centinaia di ciclisti, tra cui molti bambini, hanno percorso ripetutamente in bicicletta le strade intorno all’incrocio, poco prima dell’inizio previsto dei lavori. Michael Longfield, direttore esecutivo dell’associazione “Cycle Toronto”, ha elogiato la determinazione dei manifestanti, sottolineando che centinaia di persone sono scese in strada per sostenere la causa. Ha inoltre dichiarato che il gruppo intende continuare a cercare di fermare i lavori. «Non sappiamo cosa succederà domani o il giorno dopo», ha affermato. «Ma sicuramente le persone sono molto motivate a tornare in strada». Gli organizzatori hanno spiegato che l’obiettivo della protesta è lanciare un messaggio: eliminare le piste ciclabili rende, secondo loro, le strade meno sicure per tutti gli utenti. «Le piste ciclabili sono ancora qui», ha poi dichiarato, mercoledì, lo stesso Longfield durante il programma “Metro Morning” di CBC Radio (qui). «È stato un momento davvero significativo».
Longfield ha quindi invitato la Provincia a riconsiderare il piano e ad adottare invece la proposta della sindaca di Toronto, Olivia Chow: aggiungere corsie per il traffico automobilistico mantenendo al contempo le piste ciclabili protette.
Il ministro dei Trasporti dell’Ontario, Prabmeet Sarkaria, ha però dichiarato che il ritardo provocato dai manifestanti non cambierà i piani del governo provinciale. «Non ci sono dubbi: queste piste ciclabili verranno rimosse», ha scritto Sarkaria martedì in un post sulla piattaforma social X. «Abbiamo un mandato chiaro e lo porteremo a termine».
Parallelamente alle proteste, “Cycle Toronto” sta cercando di impedire la rimozione delle piste ciclabili anche per vie legali, chiedendo l’autorizzazione a presentare ricorso alla Corte Suprema del Canada. Il ricorso alla più alta istanza giudiziaria del Paese rappresenterebbe l’ultimo capitolo di una lunga battaglia legale contro una legge del 2024 che autorizza la Provincia a rimuovere le piste ciclabili. Il governo dell’Ontario ha giustificato il provvedimento con la necessità di ridurre la congestione del traffico.
Inizialmente, un tribunale di grado inferiore aveva stabilito che il piano provinciale di sostituire 19 chilometri di piste ciclabili con corsie per le automobili, su tre importanti strade di Toronto, comportasse un rischio incostituzionale per la sicurezza dei ciclisti. La decisione è stata successivamente annullata dalla Corte d’Appello dell’Ontario con una sentenza emessa ad agosto. Secondo la Corte, il giudice del primo processo si era spinto oltre le proprie competenze, intervenendo su questioni di natura politica e sulle scelte dell’amministrazione.
Bronwyn Roe, avvocata di Ecojustice, l’organizzazione ambientalista che rappresenta “Cycle Toronto” e gli altri ricorrenti, ha precisato che la richiesta di ricorso è stata presentata, ma non avrà effetti immediati sulle rimozioni già programmate dalla Provincia. La richiesta, ha spiegato, potrebbe tuttavia contribuire a fermare i lavori sulle restanti piste ciclabili, previsti probabilmente per la prossima primavera.
Ma il 62% dei residenti di Toronto è favorevole a toglierle
TORONTO – Quasi due terzi dei residenti di Toronto, il 62%, sono favorevoli alla trasformazione delle piste ciclabili in corsie per i veicoli a motore sulle principali strade della città, secondo un nuovo sondaggio, mentre il 38% dei residenti è contrario alla loro eliminazione.
L’indagine, condotta da “Canada Pulse Insights” per CityNews (qui), arriva mentre il governo dell’Ontario guidato da Doug Ford ha tentato di dare il via, martedì, alla rimozione delle piste ciclabili su Bloor Street, a Etobicoke (l’inizio dei lavori è stato impedito dalla protesta dei ciclisti: vedi l’articolo qui sopra).
Gli interventi, finalizzati ad alleggerire l’ormai insostenibile traffico cittadino, rappresentano la prima fase del piano provinciale che prevede la rimozione di circa 19 chilometri di piste ciclabili protette su Bloor Street, Yonge Street e University Avenue.
Le rimozioni procederanno nonostante la proposta della sindaca di Toronto, Olivia Chow, che prevedeva di ripristinare alcune corsie per le auto su Bloor Street West, mantenendo però le infrastrutture ciclabili. La Provincia ha respinto la proposta.
Il candidato sindaco Brad Bradford si è dichiarato favorevole alla rimozione delle piste ciclabili a Bloor West, a Etobicoke, sostenendo tuttavia che le decisioni sul futuro delle strade di Toronto dovrebbero spettare alla Città e non al governo provinciale di Queen’s Park.
Tra i sostenitori di Bradford, il 77% appoggia la rimozione delle piste ciclabili a favore delle corsie per i veicoli a motore.
Tra gli elettori che sostengono Chow, invece, le opinioni sono divise esattamente a metà. Anche tra gli elettori indecisi prevale il sostegno alla rimozione: il 63% è favorevole al ripristino delle corsie per le auto sulle principali strade cittadine.
Nel frattempo, gli attivisti per la mobilità ciclabile e gli avvocati impegnati in una causa costituzionale contro la legge provinciale sulle piste ciclabili hanno annunciato martedì l’intenzione di portare il ricorso fino alla Corte Suprema del Canada. Secondo i promotori, la questione va oltre le politiche dei trasporti e potrebbe avere conseguenze decisive per la vita e la sicurezza di chi utilizza le strade.
Il sondaggio (qui) è stato condotto da “Canada Pulse Insights” su un campione di 510 residenti adulti della città di Toronto, tra il 14 e il 24 settembre 2026, attraverso un panel online gestito da “Sago”.
Foto di Anna Zakharova da Unsplash
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