Il piano dentistico nazionale è in crisi: crollano gli iscritti e la forza lavoro
OTTAWA – Un programma che avrebbe dovuto rappresentare uno dei punti massimi per lo stato sociale canadese, si sta trasformando gradualmente in un problema insostenibile.
Il Canadian Dental Care Plan (CDCP), il piano dentistico nazionale voluto dal governo federale, sta affrontando una crisi silenziosa ma sempre più pesante.
A certificarlo è l’ultimo duro rapporto della Canadian Dental Association (CDA) presentato a Parliament Hill, che mostra i limiti strutturali di un programma che sta perdendo pezzi.
Sebbene il governo mostri il traguardo dei 7,5 milioni di canadesi iscritti dall’inizio del programma, i dati reali analizzati dalla CDA rivelano una tendenza allarmante: nell’anno di iscrizione 2025-26 i membri attivi erano 6,5 milioni, mentre nell’anno in corso (2026-27) la cifra è crollata a 4,7 milioni.
A pesare su questo drastico calo è l’obbligo del rinnovo annuale, un cavillo burocratico che ha lasciato milioni di cittadini senza copertura da un giorno all’altro dopo la scadenza di giugno, provocando di fatto una restrizione nell’accesso alle cure.
Il problema principale, però, si consuma ogni giorno all’interno delle cliniche.
Secondo il rapporto, il 59% dei pazienti che si presenta all’appuntamento si aspetta un trattamento gratuito.
A questo si aggiunge un dato clinico frustrante: il 50% delle richieste di pre-autorizzazione per le cure più importanti viene respinto dai gestori del piano.
Solo il 17% dei dentisti, infatti, afferma che i trattamenti effettivamente necessari e raccomandati ai pazienti vengono approvati e coperti interamente dal programma federale.
Il piano ha moltiplicato la richiesta di visite, ma non ha fatto i conti con la forza lavoro. In tutto il Canada si registrano oltre 7.200 posti vacanti tra igienisti e assistenti alla poltrona. Gli studi dentistici, che hanno aderito in massa al programma superando il 90%, si trovano schiacciati tra la carenza di personale e un carico amministrativo insostenibile.
Per correre ai ripari, la CDA ha formulato oltre 30 raccomandazioni al governo federale, suddivise in tre aree prioritarie.
La prima riguarda l’assistenza ai pazienti, con l’obiettivo di allineare la copertura offerta dal CDCP alle esigenze dei pazienti, specificando i servizi inclusi prima ancora della seduta o del trattamento.
La seconda si concentra sulla struttura economica del programma: le tariffe devono riflettere i costi effettivi delle prestazioni erogate, garantendo al contempo che la copertura pubblica rimanga coerente con i piani assicurativi già esistenti.
Infine, la terza si basa su una strategia complessiva per la salute orale. Il governo deve prevedere non solo una revisione dell’efficacia del programma attuale, ma anche iniziative volte a incrementare la forza lavoro nel settore, con una maggiore tutela della formazione degli studenti di odontoiatria e un miglioramento della raccolta dati sulla salute orale.

