L’ultima provocazione di Trump: il Canada si sta autodistruggendo
TORONTO – Stavamo iniziando a preoccuparci. Era ormai dalla scorsa settimana che Donald Trump non parlava del nostro Paese, un periodo insopportabilmente lungo per gli standard con cui ci ha abituato l’inquilino della Casa Bianca. Per fortuna il tycoon newyorchese si è ricordato di noi ieri mattina, con un post di 5 righe sul suo Truth Social.
Un messaggio carico – come sempre – di inesattezze, strafalcioni e ossimori logici in tipico stile trumpiano. “Il Canada – si legge nel messaggio dell’80enne – si sta autodistruggendo, permettendo a milioni e milioni di persone di entrare nel Paese essenzialmente senza controlli, cosa che sta causando problemi che presto saranno troppo grandi per poter essere gestiti”. “È una scalata liberale – continua il presidente Usa – che finirà davvero male. E già si vede nei numeri. Grande disoccupazione. Oh Canada”.
Il primo ministro Mark Carney ha preferito non rispondere all’ennesima provocazione e ha continuato la sua giornata di incontri a New York, prima con un gruppo di lavoro sul Medioriente, quindi con un evento che ha visto anche la partecipazione della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
A commentare l’ennesimo sproloquio di Trump è stata invece Anita Anand, ministro degli Esteri: “In realtà stiamo stabilizzando i nostri livelli dell’immigrazione”. E questo – ha aggiunto l’esponente liberale – per il miglioramento dei servizi sanitari e per mitigare l’impatto della crisi abitativa. Il governo ha tagliato pesantemente l’immigrazione, con la diminuzione del 5 per cento dei permessi temporanei che andrà avanti anche nel 2027; tra il 2026 e il 2028 le PR card distribuite secondo Ottawa dovrebbero stabilizzarsi intorno alle 380mila l’anno. Insomma, cifre lontanissime dai “milioni e milioni” denunciati dal presidente statunitense.
Sempre sul fronte del governo, Carney ha confermato che a dicembre avrà luogo la visita in Canada del primo ministro indiano Narendra Modi, considerata di grande importanza nell’ottica della politica di distensione inaugurata dall’ex governatore di Bank of Canada dopo anni di relazioni complicate.
Il governo ha come obiettivo principale di blindare un accordo di libero scambio con New Dehli, sulla falsariga di quello firmato dall’India con l’Unione europea all’inizio del 2026.
Si tratta ovviamente di un obiettivo ambizioso che rientra nella strategia del governo di Ottawa di ridurre l’interdipendenza della nostra economia a quella americana e di trovare altri sbocchi commerciali ai nostri prodotti e alle nostre esportazioni, vista la perdurante guerra commerciale in corso con gli Stati Uniti iniziata ormai da più di diciotto mesi.
Nella foto in alto: Mark Carney, Emmanuel Macron e Andy Burnham durante un vertice ai margini dell’Assemblea Onu (foto: X – Carney)

