Il Commento

Riforma dei Provveditorati: a quale scopo?

TORONTO – Qual è il vero scopo del cambiamento della “proposta di governance” nei Provveditorati scolastici a cui si oppone l’OCSTA?

Anche i lettori più fiduciosi chiederanno una dose extra di prudenza quando qualcuno sostiene di agire nell’interesse della trasparenza e della responsabilità. In alcuni casi, le persone possono fare maggiore affidamento sulla necessità di eliminare i cosiddetti deadwood, i rami secchi, ovvero gli elementi ormai improduttivi, a causa di accuse di incompetenza e/o abusi.

Cerchiamo di inquadrare la questione in una prospettiva più ampia. Negli ultimi giorni, stampa e media sono stati pieni di speculazioni da parte di “esperti” che cercano di prevedere il “potenziale impatto disastroso” delle minacce del presidente Trump di aumentare i dazi sulle merci scambiate tra Canada e Stati Uniti, per un valore di 29 miliardi di dollari. Il valore complessivo delle attività commerciali annuali tra i nostri due Paesi è stimato intorno ai 2.000 miliardi di dollari.

Negli ultimi due anni, il Consiglio Comunale di Toronto ha aumentato le tasse del 25% per far fronte alle proprie esigenze di bilancio, pari a circa 18 miliardi di dollari. Il Toronto District School Board, con un bilancio di 3,4 miliardi di dollari, una cultura organizzativa disfunzionale e un numero di iscrizioni in calo, ha licenziato il proprio Direttore dell’Istruzione, che in precedenza era stato Viceministro dell’Istruzione associato, sostituendolo con il Direttore del Niagara Catholic District School Board, il cui bilancio annuale ammonta a 356 milioni di dollari.

Il Toronto Catholic District School Board ha un bilancio annuale di circa 1,3 miliardi di dollari. Il suo attuale Direttore dell’Istruzione ha riferito, nel 2024, una eccedenza di bilancio stimata per l’esercizio di 100 milioni di dollari. Entro novembre dello stesso anno, questa cifra era diventata un deficit di 48 miliardi di dollari. Secondo dichiarazioni pubbliche dello stesso ministro, il deficit effettivo ammontava a 75 milioni di dollari nel giugno 2025, quando il ministro inviò un supervisore per “mettere ordine nel caos”, a seguito di questa variazione di 175 milioni di dollari.

Il Direttore ha mantenuto il suo posto, ha ottenuto un aumento di stipendio e, per giunta, una promozione nel titolo. I cinici possono essere perdonati se si chiedono perché.

Da anni, i Provveditorati seguono con il fiato sospeso gli sviluppi relativi alle implicazioni commerciali (fonti di reddito) associate alle applicazioni tecnologiche — software “che crea dipendenza” — utilizzate in classe e alle “conseguenze associate sulla salute mentale” di bambini e adulti. In quanto “esperti di pedagogia e di risultati socioculturali”, i loro vertici dirigenziali sapevano bene di cosa si stesse discutendo.

Quando i tribunali americani hanno iniziato a schierarsi dalla parte dei ricorrenti nelle cause contro le Big Tech (con esempi come Google e Facebook/Meta), i Direttori dell’Istruzione dell’Ontario, guidati dai due Provveditorati di Toronto, hanno avviato una class action chiedendo 4,5 miliardi di dollari di risarcimento per i propri studenti. Un rappresentante del gruppo, parlando a condizione di anonimato, ha ammesso che non avrebbero potuto farlo senza l’approvazione del Ministero. L’importo attualmente richiesto supera ora gli 8 miliardi di dollari, in seguito all’aumento del numero dei Provveditorati coinvolti.

Ho letto gli atti depositati. Quando il sistema giudiziario dell’Ontario ha autorizzato la prosecuzione della causa, l’unica questione — nel caso di una decisione sfavorevole alle Big Tech — sarebbe stata: “chi incassa il ricavato?”, al netto delle spese legali. Il governo provinciale sarebbe certamente tra i beneficiari della richiesta.

A condizione, naturalmente, che i fiduciari approvino una delibera per restituire le somme corrispondenti ai Grants for Student Needs (GSN) già erogati dal governo provinciale. La supervisione elimina i fiduciari potenzialmente recalcitranti, e la proposta di “conferma” diventa la posizione predefinita che consente al CEO/Director di autorizzare il trasferimento dei fondi al Ministero.

L’OCSTA rischia di mettersi direttamente sulla linea del fuoco.

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