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Eccidio di Forno, i ragazzi del ’44 “rivivono” per raccontare la strage

FORNO ( Massa Carrara) – Il bodypainting dell’artista apuano Maurizio Fruzzetti ha compiuto il miracolo: quei ragazzi del 1944 sono tornati a vivere come spiriti nella notte, raccontando quello che, a distanza di 82 anni, ancora si ricorda dell’eccidio nazifascista di Forno, in provincia di Massa Carrara. Maurizio Fruzzetti, maestro body painter, non li chiama modelli ma ragazzi tornati da lontano per raccontare quello che accadde: Luciano Manfredi, Sara Chiara Strenta e Giacomo Borghini hanno reso la serata del 7 agosto, a Forno, un momento indimenticabile nella sua drammaticità.

Il progetto è stato “costruito” da Angela Maria Fruzzetti, giornalista massese, che da anni porta avanti la memoria di quella giornata raccogliendo le ultime testimonianze orali, tra cui una recuperata addirittura alle Piccole Antille (famiglia Scudelletti, partita per l’America subito dopo l’eccidio di Forno). “L’idea – racconta – era quella di creare il monumento vivente, riproporre quelle statue in carne e ossa e dare loro voce. Incredibile è stato il lavoro di Maurizio Fruzzetti e dei modelli trasformati in statue viventi”.

“Guardare quei corpi prendere forma sotto i miei pennelli – osserva Maurizio Fruzzetti – è stato un colpo al cuore. Ho cercato di interpretare quelle sculture dipinte come se fossero loro, quei ragazzi. Quelle giovani vite spezzate, fucilate. E mentre il colore si stendeva sulla pelle, trasformando i corpi in una tela viva, ho avuto la sensazione netta che stessero tornando a respirare. Il bodypainting ha compiuto il miracolo: li ha strappati al freddo silenzio della pietra per restituirli alla carne, al calore, alla vita”. Un’emozione che ha toccato profondamente il pubblico presente a Forno, in piazza San Vittorio, soprattutto quando le statue viventi hanno preso voce interpretando Albano, il ragazzo trucidato sotto gli occhi della mamma, e Guerrina, la donna coraggio, incinta di nove mesi, che va a riprendersi il marito dalla fila dei rastrellati e lo salva. Pochi giorni dopo mette al mondo sua figlia, un inno alla vita. Le testimonianze sono state rielaborate da Angela Maria Fruzzetti la quale ha recuperato fonti orali dei sopravvissuti alla strage nazifascista del 13 giugno 1944.

Tra gli ospiti, Loreno Vivoli con il suo libro “Racconto apuano” (Tara editoria); Egizia Malatesta, Matteo Nerbi, Massimo Norti ed il giovanissimo Leonardo Nerbi il quale ha interpretato Elio Del Sarto, il bambino di 10 anni ucciso in quella strage. Arte, colore, musica, narrazione e impegno per restituire un battito ai ragazzi del 13 giugno 1944, giorno della strage nazifascista in cui furono massacrate 68 persone, tra cui una donna ed un bambino.

“Forno non dimentica – commenta Angela Maria Fruzzetti, organizzatrice dell’evento – . Il passato deve insegnarci che dobbiamo lottare per un mondo migliore, affinchè quello che è successo non accada mai più. Fare memoria significa coltivare i semi della pace”.

La serata è stata condotta da Silvana Cannoni con l’accompagnamento musicale di Marco Alberti e di Letizia Bonsignore. Sono intervenuti Gianni Lorenzetti, consigliere Regione Toscana; Dina Dell’Ertole, consigliere provinciale; Valeria Della Pina, assessore alla Cultura e memoria del Comune di Massa; Daniele Tarantino, vice presidente del consiglio comunale; Ludovica Battelli dell’Anpi di Massa. È stato esposto il drappo di Maria Giulia Cherubini, dove i nomi delle vittime sono diventati ricami. Hanno inoltre seguito l’evento i fotografi Walter Sgadò e Roberto Vetrugno. Le opere renderanno possibile la realizzazione della seconda edizione del calendario artistico 2027.

La manifestazione, realizzata dall’associazione Eventi sul Frigido, è stata patrocinata dal Comune di Massa, Provincia Massa Carrara, Regione Toscana con associazione Insieme, Anpi, Fivl, Anvcg, Anfcdg, Occhioni&Magrini, Circolo Arci XIII Giugno.

Nella foto in alto, di Roberto Vetrugno, le “statue viventi” Luciano Manfredi, Sara Chiara Strenta e Giacomo Borghini; qui sotto, un’altra foto delle “statue viventi”, di Walter Sgadò, e una foto di gruppo di tutti i protagonisti dell’evento svoltosi nel paese di Forno, a Massa Carrara

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