I Cattolici al ministro Calandra: «Giù le mani dalle nostre scuole»
TORONTO – Chi lo sa? Forse è il risultato del fatto che i cittadini sono finalmente stanchi delle conseguenze del loro silenzio. I tribunali, e le commissioni d’appello quasi autonome, autorizzate a esaminare e attuare le decisioni, stanno prendendo provvedimenti che ribaltano ideologie laiche precedentemente «approvate».
La recente giustificazione delle «piste ciclabili» presentata da J. Schabas e respinta dalla Corte Superiore dell’Ontario «come spazzatura» è un esempio di questo fenomeno. Le piste ciclabili hanno conseguenze economiche, ambientali e sul traffico che non sono state valutate con sufficiente attenzione, e il pubblico interessato ha sollevato obiezioni e presentato ricorsi. Le scuole, la struttura familiare, i valori della società e i pilastri culturali, la cui presenza è incorporata nella Costituzione, meritano certamente almeno lo stesso rispetto — anche da parte dei governi.
In Canada vi sono complessivamente 72 Provveditorati finanziati con fondi pubblici, che operano sotto l’autorità della Sezione 93 della Costituzione canadese, compresi la Carta dei Diritti e delle Libertà e il Codice dei Diritti Umani. Ventinove (29) di questi Provveditorati sono cattolici. Più precisamente, la Costituzione impone al Procuratore Generale della provincia di premettere a qualsiasi legge un’avvertenza secondo cui nulla di quanto contenuto in una proposta legislativa può essere utilizzato per erodere i diritti [confessionali] dei cattolici.
L’Ontario Catholic School Trustees’ Association (OCSTA), secondo i principi fondativi stabiliti nel 1930, rappresenta questi Provveditorati ed i loro fiduciari eletti, anche se alcuni di loro si sono distinti per definizioni non convenzionali del Cattolicesimo. In ogni caso, i requisiti per il diritto di voto sono la prova dell’appartenenza religiosa ai fini della tassazione immobiliare e la cittadinanza (compresa l’età) per avere il diritto di candidarsi e chiedere voti agli elettori contribuenti che soddisfano gli stessi requisiti. L’adesione morale all’autorità del Magistero…(?)
La questione in esame è la proposta del ministro Calandra di emanare un Regolamento ai sensi dell’Education Act che imponga la conferma delle risoluzioni e delle mozioni dei consigli scolastici nei distretti scolastici di lingua inglese.
In una parola, l’OCSTA non può sostenere la proposta. Poiché il suo parere non è stato né richiesto né [la proposta] sottoposto a dibattito, il Ministero non può sostenere di rispettare i principi accettati nel documento fondativo del 1930, riconosciuto dal Governo dell’Ontario.
La mancata presa in considerazione di tali principi suscita nell’OCSTA profonda preoccupazione.
Ecco, in breve, i cinque principi — la raison d’être dell’OCSTA — specificamente individuati nella Submission dell’OCSTA al Provincial Regulatory Registry:
1. Il rispetto dei diritti costituzionali e confessionali dei Provveditorati cattolici e delle necessarie responsabilità dei singoli amministratori;
2. La promozione dell’eccellenza accademica, nel contesto della formazione alla fede e del benessere degli studenti;
3. Il riconoscimento dei Provveditorati cattolici come datori di lavoro del personale all’interno del sistema;
4. Il mantenimento dell’OCSTA come agente legale di contrattazione all’interno di tali sistemi; e
5. La promozione degli interessi degli studenti, dei genitori e dei contribuenti cattolici.
Nelle loro stesse parole, l’OCSTA ritiene che la Proposta di cui sopra «sia ben lontana dal realizzare ciascuno di questi principi fondamentali. Così facendo, pregiudica i diritti confessionali…».
E non è tutto. Nella nostra prossima edizione esamineremo nei dettagli le loro argomentazioni.
Il Corriere ha cercato di coinvolgere l’OCSTA e l’ufficio del Premier, ma al momento di andare in stampa non aveva ancora ricevuto risposta alle proprie richieste di contatto.
In alto: il ministro dell’Istruzione dell’Ontario, Paul Calandra, in una scuola (foto dalla sua pagina Twitter X – @PaulCalandra)

