Canada

Elezioni suppletive, destino incrociato per Doug Ford e Mark Carney

TORONTO – Uno tenta di puntellare la sua maggioranza parlamentare, l’altro cerca risposte in un momento di fiacca del suo livello di popolarità. Guardano da punti di partenza diversi, Mark Carney e Doug Ford, le elezioni suppletive federali e provinciali indette tra fine agosto e inizio settembre.

Il primo ministro, che deve fare i conti con tutte le difficoltà che arrivano da un negoziato sul Cusma che non decolla e dalle scorie politiche provocate dalla fiaccante guerra commerciale con gli Stati Uniti, vorrebbe fare l’en plein nelle byelections del 31 agosto, nei collegi di Beaches-East York (Ontario) North Vancouver-Capilano (British Columbia) e Chicoutimi-Le Fjord (Québec). In questo momento il Partito Liberale può contare su 171 seggi alla House of Commons, uno in meno rispetto alla maggioranza assoluta e questo nonostante che durante la “campagna acquisti autunno-inverno” i grit hanno accolto nelle loro fila ben cinque deputati delle opposizioni.

Serve – è questo il ragionamento del primo ministro – un segnale forte, di fiducia anche parziale nei suoi confronti e verso l’agenda di governo che, a dire il vero, non è riuscita fino a questo momento a far decollare l’economia e a blindare il rinnovo dell’accordo di libero scambio nordamericano. I sondaggi confermano che non si tratta di un’operazione politica insormontabile, ma allo stesso tempo lo scenario che vede una sconfitta liberale in tutti e tre i distretti rappresenterebbe un duro colpo in vista della riapertura del parlamento dopo lo stop per la pausa estiva, tenendo conto che anche quest’anno il Budget federale non sarà presentato come tradizione vuole in primavera, ma in autunno. E un conto è affrontare la delicata fase della discussione della Manovra con alle spalle una solida maggioranza assoluta, un altro invece è dover portare la Finanziaria alla Camera con una maggioranza relativa che non mette al sicuro la Legge di Bilancio da possibili imboscate parlamentari.

Molto diversa la situazione a livello provinciale, con il premier Doug Ford che può contare su numeri a prova di bomba e non rischia nulla a livello parlamentare. In questo momento infatti il Progressive Conservative ha 77 deputati a Queen’s Park, 14 in più rispetto alla soglia minima della maggioranza assoluta a quota 63. In sostanza l’esito delle tre elezioni suppletive provinciali del 3 settembre non cambierà di una virgola i rapporti di forza nell’Assemblea parlamentare dell’Ontario: il governo potrà portare avanti la propria agenda di governo senza troppi intoppi, almeno fino alle prossime elezioni provinciali.

Ma Ford guarda alle byelections con una certa apprensione, perché in questo momento l’obiettivo principale è puntellare il livello di consenso che è in picchiata e dare un segnale preciso all’Ndp e al Partito Liberale.

Insomma, il premier vuole conferme nei distretti di Hamilton East-Stoney Creek e York-Simcoe, sperando pure di strappare ai neodemocratici la circoscrizione di Scarborough Southwest. Se così non fosse, il livello di fiducia nei suoi confronti potrebbe calare ulteriormente.

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