Tariffe, Trump attacca il Canada Nuovo incontro LeBlanc-Greer
TORONTO – Non farsi distrarre dalle provocazioni di Donald Trump e continuare il pressing sul fronte Cusma. È l’obiettivo dichiarato del governo canadese, ribadito ad nauseam anche ieri dal primo ministro Mark Carney, a poche ore di distanza dall’ennesimo attacco del presidente americano verso il nostro Paese e in contemporanea con l’incontro a Washington tra il ministro Dominic LeBlanc e il rappresentate al Commercio americano Jamieson Greer.
L’affondo dell’inquilino della Casa Bianca è avvenuto mercoledì sera, durante un suo discorso a Las Vegas, dove il tycoon ha ancora una volta messo nel mirino il Canada. “Adoro i dazi, non è vero? – si è chiesto Trump – Perché siamo stati fregati dai dazi usati contro di noi per anni. Dalla Cina, dal Giappone, dalla Corea del Sud, dalla Germania, da tutti, dal Canada”.
“Il Canada è disgustoso (nasty la parola che ha usato il presidente americano). Lo sono. Sono disgustosi – ha aggiunto – Amo le persone ma sono cattive. E la leadership è sgradevole”. Insomma, nulla di nuovo all’orizzonte. Ma come è avvenuto in questi 18 lunghissimi mesi di guerra commerciale, il primo ministro ha preferito abbassare i toni e non rispondere direttamente alle provocazioni trumpiane. “Con il presidente Trump ci siamo sentiti telefonicamente la scorsa settimana – ha dichiarato ieri il leader liberale durante una conferenza stampa a Saguenay, in Quebec – e sono sicuro che ci sentiremo di nuovo nelle prossime settimane quando ce ne sarà bisogno. Siamo sgradevoli? – si è poi chiesto – In gioco ci sono i posti di lavoro in Canada, la nostra economia e il nostro benessere. Continueremo a negoziare per il bene del nostro Paese”.
Nel frattempo ieri a Washington è andato in scena il secondo incontro ufficiali tra la delegazione canadese e quella americana in appena sette giorni. LeBlanc, ministro responsabile per il Commercio Canada-Usa e il capo negoziatore Janice Charette si sono visti con Greer per discutere la proposta canadese di porre in essere un sistema di quote per l’alluminio e l’acciaio esportato negli Stati Uniti in cambio del sostanziale taglio delle tariffe del 50 per cento che dovrebbero entrare in vigore il prossimo 19 agosto. Nel meeting non è stato messo nulla nero su bianco, ma il rappresentante Usa al commercio ha sottolineato come l’amministrazione di Washington stia apprezzando le aperture di Ottawa.
Nel frattempo Carney è finito nel mirino di Pierre Poilievre. Il leader dell’opposizione ha criticato fortemente l’operato del primo ministro, accusandolo di non essere riuscito a portare a termine nessun accordo con gli Usa sul fronte dazi e su quello ancora più delicato del Cusma. “Non capisco la strategia di fare concessione dopo concessione dopo concessione prima ancora di arrivare al tavolo delle trattative” ha ribadito Poilievre.

