Canada

Inferno B.C. con migliaia di evacuati e case distrutte dalle fiamme

VICTORIA – La British Columbia continua a fare i conti con una delle peggiori emergenze-incendi degli ultimi anni. Le autorità provinciali descrivono la situazione come “esplosiva ed estremamente pericolosa” – come l’ha definita Cliff Chapman, direttore delle operazioni antincendio del B.C. Wildfire Service, sulla CBC (qui) – mentre il ritorno del caldo intenso, dell’aria secca e del rischio di fulmini potrebbe alimentare ulteriormente i numerosi roghi ancora attivi, 115 secondo il sito del BC Wildfire Service (aggiornato in tempo reale, qui), dei quali circa la metà fuori controllo.

L’incendio più esteso è quello di Pear Lake, che ha già divorato circa 1.247 chilometri quadrati di territorio, diventando il fronte più vasto dell’attuale stagione degli incendi in B.C. e che, secondo il Thompson-Nicola Regional District, ha danneggiato almeno 120 proprietà: un bilancio che non comprende ancora il villaggio di Clinton, una delle aree più colpite, e che potrebbe peggiorare quando le squadre di emergenza riusciranno a raggiungere in sicurezza tutte le zone devastate dalle fiamme.

Un altro fronte devastante è quello di Bradley Creek, ovest di Vernon, dove il capo della Okanagan Indian Band, Dan Wilson, stima che siano state distrutte almeno 200 abitazioni. Il dato è ancora provvisorio, ma la portata dei danni è già stata definita come una delle peggiori tragedie nella storia della comunità, con persone che hanno perso tutto ciò che possedevano. L’incendio di Bradley Creek si estende attualmente su circa 28,5 chilometri quadrati e, insieme al vicino rogo di Quilpituk Creek, ha costretto migliaia di residenti ad abbandonare le proprie case.

In tutta la British Columbia, circa 8.000 persone sono attualmente sotto ordine di evacuazione, mentre altre 7.100 sono sotto allerta e devono essere pronte a lasciare le proprie abitazioni in qualsiasi momento.

Nel Central Okanagan, l’emergenza riguarda il territorio minacciato dall’incendio di Quilpituk Creek: 2.223 proprietà restano sotto ordine di evacuazione, mentre altre 425 sono in allerta. Il Regional District of North Okanagan ha inoltre ampliato martedì le zone interessate dagli ordini di evacuazione, includendo decine di nuove proprietà. Le autorità hanno esteso le misure di sicurezza anche alla Okanagan Indian Band, mentre alcune aree di evacuazione nella zona di Spallumcheen sono state parzialmente ridotte dopo un miglioramento delle condizioni sul fronte di Bradley Creek.

Intanto, il clima non aiuta: il B.C. Wildfire Service ha annunciato il ritorno di condizioni più calde e secche, destinate ad aumentare l’attività degli incendi nei prossimi giorni. Nell’area interna meridionale della provincia sono previste temperature intorno ai 35 gradi, con il rischio di fulmini particolarmente pericolosi perché possono generare nuovi focolai senza precipitazioni sufficienti a contenerli. E poi, come se non bastasse, ci sono i venti: durante lo scorso fine settimana, sull’incendio di Bradley Creek i venti hanno raggiunto gli 80 chilometri orari, con raffiche fino a 115 chilometri orari nelle zone più elevate.

Gli incendi stanno peraltro causando anche gravi problemi alla viabilità (diverse arterie principali rimangono chiuse) ed ai servizi pubblici come nella regione dell’East Kootenay dove i roghi hanno lasciato quasi 18.000 clienti di “BC Hydro” senza elettricità.

Con oltre 15.000 persone coinvolte tra evacuazioni e allerte, centinaia di abitazioni distrutte e migliaia di chilometri quadrati di territorio già bruciati, la British Columbia si prepara ad affrontare giorni ancora difficili, mentre continua a bruciare anche il resto del Canada, con quasi 700 incendi ancora attivi in tutto il Paese (aggiornamenti in tempo reale: CIFFC).

Nella foto in alto, uno degli incendi in British Columbia (screenshot da un video di BC Wildfire Service pubblicato sull’omonima pagina Facebook)

More Articles by the Same Author: