Calcio

Italia, Donnarumma vota Mancini: “Era ciò che volevamo”

ROMA – Non è un messaggio come gli altri quello arrivato a Giovanni Malagò dopo la nomina di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale. Durante la conferenza di presentazione avvenuta martedì 29 luglio, il presidente della Federcalcio ha confidato alla stampa: “Ho ricevuto un messaggio da Donnarumma (nella foto sopra) dalla luna di miele: ‘Pres, esattamente quello che io e la squadra volevamo. Grazie’. Questo è”.

Parole che arrivano direttamente dal capitano, non da una figura qualunque, assumendo un peso importante. Perché, da portavoce dell’intera squadra, significa che tutti, o almeno in buona parte, appoggiano la decisione di avere come guida nuovamente il tecnico di Jesi per questo nuovo percorso. Un messaggio rivolto anche verso gli scettici che hanno espresso più volte disappunto verso la scelta del consiglio federale sia per i trascorsi, sia per le polemiche scatenatesi attorno al caso Pirlo nelle ore precedenti.

Ma adesso non c’è più tempo per guardare al passato. Mancini è stato chiamato per ma con una fiducia che parte proprio da chi, verso di lui, nutre grande stima. Donnarumma, con Mancini ct, si è trovato benissimo, mantenendo la rete inviolata per 23 partite, rendendosi protagonista soprattutto nella vittoriosa finale degli Europei a Wembley contro l’Inghilterra. Rispetto al suo primo mandato, Mancini deve adattarsi a nuovi giocatori. Oltre a Donnarumma, il tecnico ha già lavorato con le pedine più importanti del centrocampo, Barella e Locatelli in primis, ma anche Sandro Tonali che, nonostante non fosse rientrato nella lista dei convocati del vittorioso Europeo, lo ha lanciato in Nazionale già dai tempi del Brescia.

Alte figure centrali lanciate in Nazionale da Mancini sono Bastoni e Dimarco. I giocatori dell’Inter sono sempre stati centrali nelle gerarchie del ct, specialmente l’esterno sinistro, che venne subito notato da Mancini durante il suo secondo mandato con i Nerazzurri nel lontano 2015, aggregandolo alla prima squadra e facendolo esordire in un’amichevole estiva contro il Bayern Monaco per arginare un Douglas Costa all’apice della sua carriera. Stessa cosa vale per Bastoni, che ha anche fatto parte del gruppo vittorioso di Euro 2020 ed è diventato insostituibile nella difesa azzurra.

Ma ora, per Mancini, c’è da pensare ai nuovi innesti, soprattutto in attacco. Retegui fu una delle sue più grandi intuizioni e lo ha dimostrato sul campo, ma non sarà l’unica a cui deve far riferimento. Oltre a Moise Kean, ci sono le alternative di fiducia come Raspadori e Zaniolo, verso cui Mancini ha espresso molto gradimento, ma dovranno guadagnarsi sul campo la convocazione. Ma un occhio di riguardo deve essere rivolto anche ai nuovi interpreti che, durante il suo primo mandato, erano ancora nelle giovanili. Da Pio Esposito a Pisilli, fino a Bartesaghi e Leoni, Mancini deve cercare di adattarli tutti negli ingranaggi del suo gioco. Ma, a conti fatti, la questione è semplice: l’ambiente deve essere riorganizzato, ma senza la pressione provocata dalle vicende dei giorni scorsi. E il messaggio di Gigio Donnarumma è proprio ciò che fa al caso di Mancini: ripartire con la piena fiducia dei suoi ragazzi.

More Articles by the Same Author: