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Il taccuino mundial del Corriere / “L’italiano” Martinelli spegne sul più bello il sogno dei piccoli Samurai

TORONTO – Anno Domini 2019. All’Arsenal troviamo un ragazzino terribile di 18 anni che fa impazzire le difese di mezza Premier. Si chiama Gabriel Martinelli, un attaccante pescato dai Gunners in Brasile, nell’Ituano. Veloce, tecnico, con un bel fiuto per il gol. Roberto Mancini, Ct azzurro, inizia una corte serrata per spalancargli le porte delle Nazionale. Già, perché Martinelli è anche in possesso del passaporto italiano: i suoi avi emigrarono nell’Ottocento da un paesino del Piemonte per cercare fortuna in Sudamerica.

Il Mancio le prova tutte, ma il ragazzo è inamovibile: ringrazia il Ct azzurro, ma gli fa capire che il suo sogno è quello di vestire un giorno la maglia verdeoro della Selecao. Non riesce quindi quell’operazione che avrebbe portato in azzurro altri oriundi brasileri come Jorginho ed Emerson Palmieri, o come Eder e Thiago Motta prima di loro. E la prima chiamata della Nazionale brasiliana arriva nel 2022.

Da quel momento, 26 presenze e 4 reti. La carriera di Martinelli è andata avanti tra alti e bassi, a dire il vero. Si è conquistato il suo spazio all’Arsenal pur non mantenendo tutte le promesse iniziali. Basta pensare che in Premier quest’anno ha segnato la miseria di un gol. Carlo Ancelotti in ogni caso gli ha dato fiducia e lo ha convocato in questi Mondiali.

E nella sfida con il Giappone, con il Brasile sotto di un gol, ha deciso di buttarlo nella mischia per rimontare i piccoli Samurai. E Martinelli non ha deluso, siglando la rete della vittoria allo scadere.

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