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Il taccuino mundial del Corriere / Egitto, una vittoria attesa 92 anni: ci hanno pensato Zico e Trezeguet…

TORONTO – Novantadue lunghissimi anni. Tanti ne sono passati dalla primissima partita dell’Egitto in un Mondiale di calcio alla prima vittoria della compagine nordafricana. Nel 1934 l’Egitto fu la prima Nazionale africana a prendere parte a una Coppa del Mondo, con le 16 partecipanti che diedero vita sul suolo italiano a un’edizione che non prevedeva una fase a gironi, ma l’eliminazione diretta sin dalla prima partita. E l’avventura egiziana a quel Mondiale durò appunto una partita, con la sconfitta per 4-2 contro l’Ungheria. Da quel momento, l’Egitto ha partecipato ad altre due edizioni del Mondiale, quelli del 1990 in Italia e quelli del 2018 in Russia, con un bilancio davvero magro: due pareggi e cinque sconfitte. Anche questi Mondiali 2026 non erano partiti nel migliore dei modi, con il ko contro il Belgio di De Bruyne e Lukaku.

Contro la Nuova Zelanda, a Vancouver, è finalmente arrivata la tanto attesa prima vittoria. E c’è davvero qualcosa di poetico, per gli amanti del calcio, nel vedere che a spezzare la maledizione del Faraone, oltre che l’immenso – e un po’ in declino… – Salah, siano stati Zico e Trezeguet. No, non stiamo parlando del grande fantasista brasilero degli anni Ottanta e dello sfondareti francese di fine millennio, ma di Mostafa Mohamed Zaky Abdelraouf detto “Zico” e Mahmoud Ahmed Ibrahim Hassan detto “Trezeguet”. Insomma, quello che accade da sempre in Brasile, dove il nome lunghissimo dei giocatori viene sostituito da un soprannome, succede anche nel Paese delle Piramidi.

Spesso in Egitto quando un giovane calciatore mostra caratteristiche tecniche o fisiche simili a una stella internazionale, gli allenatori delle giovanili iniziano a chiamarlo con quel nome per definirne il ruolo. Il soprannome spesso sostituisce il nome reale sui media e sulle maglie. In Egitto nomi come Mohamed, Ahmed, o Mahmoud sono estremamente diffusi. Usare soprannomi calcistici aiuta a distinguere i giocatori sia all’interno della squadra che per il pubblico.

Se andiamo a spulciare la rosa dell’Egitto per questo Mondiali, troviamo anche Dunga – all’anagrafe Abil Emad Aly Elmahdy – e Zizo, nato Ahmed Mostafa Mohamed Sayed, con il soprannome omaggio al grande Zizou Zidane. Non sappiamo se l’Egitto riuscirà a qualificarsi nella fase ad eliminazione diretta. Ma per il prossimo futuro, gli egiziani sono in una botte di ferro. Basta scorrere i nomi della Nazionale Under 21, dove nella rosa troviamo niente po’ po’ di meno che Karim Nedved, Ahmed Ramadan Beckham e Mohamed Farouk Benzema.

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