L’NDP ritorna alle origini con Avi Lewis e ‘cose di Sinistra’
TORONTO – C’è il nuovo leader dell’NDP: Avi Lewis, classe ’67, appartenente ad una storica famiglia di politici canadesi di Sinistra attivi sin dalla fine dell’Ottocento. Giornalista e documentarista – ha vinto numerosi premi e realizzato interviste anche a star della musica come David Bowie e Leonard Cohen – e docente all’University of British Columbia, Lewis vive a Vancouver, in British Columbia, con la moglie, l’attivista e giornalista Naomi Klein, ed il figlio Toma.
Lewis ha dunque vinto la corsa alla leadership dell’NDP, conclusasi ieri con la convention del partito a Winnipeg, che gli ha affidato il compito di riportare il partito alla rilevanza federale dopo la disastrosa gestione del precedente leader Jagmeet Singh: con quest’ultimo, alle elezioni federali del 2025 l’NDP ha ottenuto solo 7 seggi alla Camera dei Comuni, il peggior risultato nella storia del partito e sufficiente a far perdere allo stesso lo status ufficiale di “partito” in Parlamento (che richiede almeno 12 seggi).
Nel suo primo discorso da nuovo leader, Lewis ha descritto la situazione dei canadesi come estremamente difficile: “Siamo sotto attacco economico dagli Stati Uniti, mentre Donald Trump si aggira per il mondo iniziando guerre, conquistando risorse e leader stranieri, senza sapere come fermarsi…”. Lewis ha definito la situazione economica quotidiana “un’emergenza permanente, in cui semplicemente sopravvivere diventa impossibile”, accusando Liberali e Conservatori canadesi di piegarsi ai desideri di “una piccola élite di miliardari che controlla ogni settore dell’economia. Daranno la colpa a Trump, agli immigrati o ai diritti territoriali degli Indigeni, ma mai ai CEO o ai dirigenti a cui realmente rispondono” ha aggiunto.
Con Lewis, dunque, l’NDP tenta un ritorno alle radici, ad una Sinistra che di fatto in Canada non esiste più. Uno sforzo chiaro sin dalle sue prime proposte: una tassa sulla ricchezza per l’1% più ricco dei canadesi, stimata in 40 miliardi di dollari annui; il blocco degli aumenti degli affitti e la creazione di un Segretariato Federale per l’Edilizia Abitativa per coordinare la costruzione di nuove case; stop a nuovi oleodotti e progetti di gas naturale, con costruzione di una rete nazionale di energia pulita; tassazione delle esportazioni di petrolio e gas verso gli Stati Uniti per contrastare i dazi americani; sospensione dell’espansione dei centri dati di intelligenza artificiale e garanzia di interazione con operatori reali per i servizi federali; trasporto pubblico gratuito, treni ad alta velocità, bus elettrici tra comunità e revisione dei mandati sui veicoli a zero emissioni; investimenti del 2% del PIL per il clima, creando posti di lavoro ben retribuiti e supportando la transizione dei lavoratori dei combustibili fossili; alternativa pubblica alle grandi catene alimentari, con possibile riduzione dei prezzi fino al 40%; produzione farmaceutica pubblica per vaccini e riduzione della dipendenza dai fornitori esteri; rafforzamento del partito tramite maggiore coinvolgimento dei membri e delle associazioni locali, con formazione più frequente e nomine anticipate dei candidati.
“Siamo in tempi difficili, ma possiamo tornare più forti che mai. I migliori giorni dell’NDP sono ancora davanti a noi”, è il motto del nuovo leader sul quale il popolo ndippino ha deciso di puntare nella speranza di tornare a dire “qualcosa di Sinistra” in Canada.
Nella foto in alto, Avi Lewis alla convention dell’NDP (foto da Twitter X – @avilewis)
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