Cultura

La vittoria cruciale di Roma su Annibale ottiene il suo film

TORONTO – “Hannibal ad Portas” era una frase latina resa popolare dal politico e oratore romano Cicerone, nel 44 a.C. L’espressione, che significa “Annibale alle porte”, si riferisce alla più grave catastrofe evitata da Roma: il momento in cui fu quasi costretta a capitolare nel 211 a.C. Un momento che viene evocato in una frase dell’inno nazionale italiano: l’Italia “dell’elmo di Scipio s’è cinta la testa”. E questo punto di svolta per la civiltà occidentale sta finalmente per avere un film.

Ma non senza qualche controversia. Nel 2023 circolarono notizie secondo cui il regista Antoine Fuqua e l’attore Denzel Washington stessero sviluppando un film sul comandante militare cartaginese Annibale. Questa settimana è stato annunciato che le riprese inizieranno in Italia, quest’estate, con Washington (età 71 anni) nel ruolo del generale cartaginese.

“Basato sul guerriero reale Annibale, ampiamente considerato uno dei più grandi comandanti militari della storia. Il film racconta le battaglie decisive che condusse contro la Repubblica Romana durante la Seconda Guerra Punica”, si legge nella sinossi ufficiale. Notizia fantastica. Il curriculum combinato di Fuqua e Washington è un buon segno di un ottimo risultato finale.

Gli spettatori, tuttavia, hanno espresso alcune preoccupazioni “minori” – principalmente focalizzandosi sull’età e l’etnia di Denzel Washington. L’attore ha 71 anni e, considerando che Annibale ne aveva 29 quando iniziò la seconda guerra punica e 46 quando la finì, è difficile immaginare come Washington potrà rappresentare la forza, la giovinezza e il dinamismo di un uomo che aveva la metà dei suoi anni e si trovava coinvolto in una delle più grandi battaglie della storia.

L’altro argomento controverso riguarda l’etnia di Hannibal. Cartagine, situata nell’attuale Tunisia, fu fondata nel IX secolo a.C. da coloni provenienti da Tiro, nell’attuale Libano. I Greci si riferivano ai Tiri come “Fenici”. Secondo gli storici – dall’Antichità e dall’Età Moderna – erano un popolo semitico la cui discendenza aveva origine nel Levante.

Potrebbe essere che Fuqua e Washington intendano una visione revisionista della seconda guerra punica tra le superpotenze mediterranee di Cartagine e Roma. E probabilmente si basano sulla visione più afrocentrica secondo cui la famiglia Barca fosse un misto di indigeni nordafricani e levantini, a causa della popolazione multietnica di Cartagine.

Ma sebbene sia possibile che Annibale Barca avesse l’aspetto di un africano subsahariana o di un berbero indigeno, per il momento si tratta di una congettura controfattuale e pura.

Gli storici delle guerre puniche notano la discendenza fenicia di Annibale e né Polibio né gli storici romani successivi lo dipinsero diversamente – cosa che storici come Livio ed Erodoto fecero descrivendo gli etiopi.

Tuttavia, Netflix non sembra preoccupata per la reazione negativa, avendo sviluppato una reputazione per la produzione di rappresentazioni iconoclaste della storia occidentale. Indipendentemente da come il film sarà accolto da critici e pubblico, gli arcaofili possono stare certi che Annibale perderà comunque contro Roma – a meno che anche questo non sia sotto revisione. Con Netflix non si può mai sapere.

Immagine del poster di Hannibal per gentile concessione di Netflix e Hill District Media                   

Massimo Volpe, autore di questo articolo, è un filmmaker e scrittore freelance di Toronto: scrive recensioni di film/contenuti italiani su Netflix

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