Cultura

L’Avvocato del Diavolo nel nuovo film di Bonello

TORONTO – Dopo anni di attraversamento di quello che avrebbe potuto essere considerato un periodo di stagnazione per la Chiesa cattolica (durante il XXI secolo), la fede e il suo Sommo Pontefice sono nuovamente accolti dalla cultura popolare. E indipendentemente dal fatto che la gente ora rinunci al suo culto simile a quello di Baal per gli smartphone o che gli studi stiano semplicemente mungendo una vecchia mucca per i soldi, l’ossessione vaticana sta crescendo. Basta pensare a Conclave, Cabrini, L’Esorcista del Papa e L’uomo di Roma.

E ora, il celebre regista Bertrand Bonello ha iniziato a girare il suo ultimo thriller Santo Subito!, con protagonista Mark Ruffalo nel ruolo del fittizio padre Joseph Murolo.

Il film non solo ripercorre il rapido processo di canonizzazione con cui a Papa Giovanni Paolo II fu concessa la santità, ma fa luce su un ufficio della chiesa ormai defunto, che lo stesso ex Pontefice rimosse nel 1983.

Fondato da papa Sisto V nel 1587, l’”Advocatus Diaboli” o Avvocato del Diavolo fu incaricato di indagare in modo forense sulla vita e le gesta di un candidato alla santità. Come suggerisce il nome, però, l’Avvocato del Diavolo fece più che rafforzare le rivendicazioni di canonizzazione: fu impiegato per assumere una posizione avversaria, per esaminare scientificamente i miracoli proposti – e per scoprire difetti di carattere.

A giudicare dai protagonisti coinvolti nella produzione, sembra che il progetto sia stato progettato per rispecchiare il modus operandi del suo protagonista. Nel ruolo di un prete nato in America chiamato a indagare sul percorso verso la santità di Papa Giovanni Paolo II è lo stesso attore (Ruffalo) che ha recitato nel dramma biografico Spotlight (2015).

In quel film, Ruffalo interpretava il giornalista reale del Boston Globe Mike Rezendes, che faceva parte di una squadra investigativa che riportava su un prete accusato di abuso su minori. La sceneggiatura di Santo Subito! è stata co-scritta da Thomas Bidegain, che ha anche co-scritto il thriller musicale poliziesco messicano Emilia Perez (2024), una storia su un capo del Cartello che finge la propria morte e si sottopone a un intervento chirurgico di affermazione di genere per travestirsi.

I partecipanti riuniti non gridano necessariamente ’devoti cristiani’, né dovrebbe essere un requisito per raccontare la storia. Ma se i loro precedenti, insieme a quello di Bonello, sono un’indicazione di cosa aspettarsi dal tipo di storia raccontata qui, difficilmente si tratta di una pubblicità per il cattolicesimo. Ma sono solo speculazioni, dato che le riprese sono appena iniziate.

Sarà però interessante – si spera – approfondire le macchinazioni interne di una delle istituzioni più uniche e complesse al mondo. E forse per capire meglio perché il defunto Papa Giovanni Paolo II ritenesse utile per la chiesa accelerare il processo di canonizzazione.

Modificando e rinominando il ruolo dell’Avvocato del Diavolo in quello che oggi è chiamato “Promotore Fidei” (Promotore della Fede), Giovanni Paolo II snellì il processo e canonizzò 482 santi durante i suoi 27 anni da Papa. Per dare un’idea, solo 300 santi erano stati creati nei 600 anni precedenti al suo regno. Santo Subito, infatti.

Immagine delle riprese del Conclave per gentile concessione di Focus Features                

Massimo Volpe, autore di questo articolo, è un filmmaker e scrittore freelance di Toronto: scrive recensioni di film/contenuti italiani su Netflix

More Articles by the Same Author: