REFERENDUM / “Con il ‘no’ la magistratura resta autonoma”
TORONTO – Carissime Italiane, Cari Amici, come sicuramente già saprete, il 22-23 marzo tutti i cittadini italiani in Italia e all’estero avranno il diritto di votare sul Referendum cosiddetto la cosiddetta «riforma Nordio», cioè la legge di riforma costituzionale della magistratura recante «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare» del 30 ottobre 2025.
Questa legge modifica sette articoli della Costituzione e prevede, in sintesi:
a) – l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura (CSM), uno per la magistratura giudicante (i giudici), uno per la magistratura requirente (i pubblici ministeri, ovvero i sostenitori dell’accusa), al posto del CSM unico per tutti i magistrati;
b) – l’estrazione a sorte (anziché l’elezione) dei loro componenti, con modalità diverse per magistrati e componente «politica»;
c) – la creazione di un’Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari (togliendo il potere disciplinare ai CSM). Attenzione, quindi. Questa riforma costituzionale non introduce solo la «separazione delle carriere» tra giudici e pm (pubblici ministeri), come si sente dire spesso. Fa molto di più.
Io voterò NO…
I. Perché minaccia l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. In una parola: nella Costituzione resta scritto (art. 104) che «La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere», ma la riforma ha picconato i pilastri posti a salvaguardia di questo principio sacrosanto.
II. Perché non risolve i problemi della giustizia che gravano sui cittadini (anzi, disperde risorse perché moltiplica i costi!). La riforma non fa nulla per affrontare le vere emergenze e i molti mali che affliggono la giustizia italiana. Tempi lunghissimi, mancanza di personale e di risorse, burocrazia e linguaggio complicati.
III. Perché separare le carriere di giudici e pubblici ministeri può «snaturare» la pubblica accusa (senza aumentare in modo significativo le garanzie di imputati e indagati). Cosa può succedere con la carriera separata? Se il pm diventa semplicemente una parte speculare alla difesa, a quel punto non deve preoccuparsi di cercare la verità, ma solo di ottenere una condanna.
IV. Per il modo in cui la riforma è stata approvata (che è l’opposto di quello raccomandato dalla Costituzione). La Costituzione prevede la possibilità di modifiche, ma prevede anche un procedimento complesso, per incoraggiare una condivisione ampia e tempi di riflessione distesi. Proprio il contrario di quello che è avvenuto.
Giuseppe Cafiso
Segretario del PD Canada

